28 Gennaio 2011

Le nuove tariffe dei taxi sono frutto di un procedimento fondato “su criteri incoerenti con i principi concorrenziali”.

Le nuove tariffe dei taxi sono frutto di un procedimento fondato «su criteri incoerenti con i principi concorrenziali». Anche perché la legge di mercato che regola il rapporto tra domanda e offerta, «a seguito dell’ ampliamento dell’ organico con il rilascio di nuove licenze», suggerirebbe «riduzioni delle tariffe massime a seguito di aumenti dell’ offerta». Una secca bocciatura degli aumenti decisi dal Campidoglio arriva dall’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’ Antitrust condanna gli «aumenti tariffari giustificati da un aumento del numero di licenze», che in questo caso sarebbero volti «esclusivamente a mantenere rendite di posizione e quindi in contrasto con i principi, più volte richiamati da questa Autorità, per ottenere una migliore organizzazione del servizio e dinamiche virtuose, in termini di prezzo, nell’ interesse dei consumatori». In sostanza, non si può giustificare un aumento delle tariffe con l’ incremento delle licenze perché, al contrario, con la crescita dell’ offerta, in un sistema di libera concorrenza, i prezzi dovrebbero scendere. Il parere dell’ Antitrust, firmato dal presidente Antonio Catricalà e indirizzato a Gianni Alemanno, è una semplice "segnalazione". Quindi non comporta obblighi giuridici per il Comune, che non è legalmente tenuto a sospendere la delibera approvata. «L’ Autorità ha fatto delle osservazioni – conferma il sindaco – desso l’ assessore ai trasporti sta preparando le controdeduzioni e non crediamo ci siano gli estremi per cambiare la delibera». Ma si tratta comunque di una bocciatura pesante, soprattutto in vista dell’ esame del Tar sui ricorsi presentati dalle associazioni dei consumatori. Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori esultano: «L’ Antitrust conferma che si tratta di aumenti gravosi e ingiustificati, in quanto stabiliti senza il rispetto dei principi fondamentali in materia tariffaria, che esigono, tra l’ altro, che a ogni aumento corrisponda un effettivo aumento della qualità e dell’ efficienza del servizio». Il Cadacons invita «i cittadini a conservare le ricevute rilasciate dai tassisti», ipotizzando «la possibilità di intentare una vera e propria class action contro il Comune di Roma». «L’ autorità ha rilevato che il nuovo sistema tariffario deve essere coniugato con un netto miglioramento del servizio taxi – commenta l’ assessore alla mobilità Antonello Aurigemma – Proprio in questa direzione sta operando l’ Amministrazione capitolina, tesa a garantire, finalmente, la necessaria trasparenza nei rapporti con gli utenti». Ma il Pd attacca: «Rivolgo al sindaco e alla giunta l’ invito a rivedere gli atti emanati dalla commissione di congruità e i provvedimenti approvati – sottolinea Umberto Marroni, capogruppo in consiglio comunale – E’ evidente che, sulla base delle osservazioni odierne dell’ Antitrust, la delibera sugli aumenti delle tariffe per il servizio pubblico non di linea è impugnabile». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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