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- Milanofinanza.it
Volkswagen potrebbe non essere il solo gruppo ad avere barato sulle emissioni in Usa. Per questo le autorità americane, che hanno fatto esplodere lo scandalo emissioni nel gruppo tedesco, sono alla ricerca di altre possibili violazioni. “Non abbiamo intenzione di starcene seduti preoccupandoci che altri abbiano barato. Li scopriremo”, ha dichiarato in un’ intervista al Wall Street Journal Gina McCarthy dell’ Agenzia per la protezione ambientale (Epa). “Al momento stiamo intensificando le nostre attività per capire cosa dobbiamo fare con altri veicoli”, ha continuato. L’ Epa andrà alla ricerca del software chiamato “defeat device”, quello che ha permesso a Volkswagen di barare mostrando in fase di test livelli di emissioni inferiori a quelle reali. McCarthy, la cui agenzia venerdì scorso ha accusato il gruppo tedesco di avere deliberatamente manipolato quasi mezzo milione di vetture vendute nel 2008 per raggirare leggi americane sulle emissioni inquinanti, ha spiegato che è stato difficile identificare la violazione di Volkswagen. McCarthy è però “felice” che il gruppo tedesco “stia reagendo in modo deciso, ammettendo il problema”. Oggi l’ azienda ha detto che sono 11 milioni i veicoli del gruppo in tutto il mondo dotati del software incriminato. Secondo l’ esperta dell’ Epa, “dobbiamo essere preoccupati del fatto che ci siano altri defeat device che non siamo stati in grado di individuare”. Per McCarthy quindi “sarà molto difficile guardare a Volkswagen come a un’ eccezione”. Da parte sua l’ unità Usa di Fiat Chrysler Automobiles ha già fatto sapere che le sue auto non sono dotate degli stessi dispositivi adottati da Volkswagen cioè del software che faceva apparire le automobili molto meno inquinanti di quanto fossero in realtà. ” Fca Usa non usa dispositivi simili”, ha sottolineato la società, precisando che sta lavorando in modo ravvicinato con l’ Epa e la California Air Resources Board per “assicurare che le sue vetture siano in regola con tutti i requisiti riguardanti le emissioni inquinanti”. Invece Volkswagen Italia non ha fornito i dettagli sui modelli di veicoli che nella penisola sono potenzialmente coinvolti dallo scandalo sulle alterazioni dei gas di scarico. La casa madre di Wolfsburg si è limitata a riferire che la questione riguarda i veicoli equipaggiati con propulsore diesel “EA 189”: circa 11 milioni in tutto il mondo. Non ha dunque fornito nessun dettaglio sulla cilindrata e sui modelli in questione. In attesa che le indagini avviate dalle autorità Usa e dal ministero dei Trasporti italiano dicano se anche le automobili Volkswagen vendute in Italia hanno subito la falsificazione dei dati relativi alle emissioni, il Codacons sta già raccogliendo le pre-adesioni degli automobilisti a una class action contro Volkswagen. Intanto le vendite continuano ad accanirsi su tutto il settore auto europeo con Volkswagen che a Francoforte crolla del 18,61% a quota 107,60 euro e Fca a Milano del 6% a 11,95 euro.
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