2 Ottobre 2018

«Le multe? Tutta colpa dei portoghesi»

la società apl difende le pesanti sanzioni contro chi non paga il pedaggio
di MONICA GUZZI – MONZA – LA STANGATA sui pedaggi? Colpa dei furbetti, «un fenomeno che costringe oggi la società a procedere nei confronti di tutti coloro che omettono il pagamento del pedaggio autostradale». DOPO le polemiche sulle sanzioni per chi non paga, entrate in vigore da sabato, con multe da 85 a 338 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del trasgressore, Autostrada Pedemontana Lombarda scende in campo per spiegare le sue scelte. «Esiste un numero elevatissimo di evasori abituali che, da mesi se non da anni, utilizzano la nostra autostrada omettendo il pagamento (obbligatorio per legge), convinti che tale condotta non verrà in alcun modo perseguita – fa sapere la società autostradale in una nota diffusa ieri -. La società è assolutamente convinta che tale scelta, oltre ad essere un atto dovuto per legge, dimostri il rispetto e la riconoscenza nei confronti di tutti quegli utenti che diligentemente utilizzano la nostra infrastruttura e ottemperano ai propri obblighi di pagamento». Contro l’ arrivo delle sanzioni si sta muovendo il Codancons e sono insorti i cittadini, con l’ associazione HQMonza in prima fila. «Le sanzioni amministrative sono ingiuste», denuncia il consulente del Codacons Nicola Castiglioni, che insiste sulla necessità, prevista dal Codice della Strada, di dare una informativa chiara all’ utente automobilista. Mentre al contrario, per ammissione dello stesso direttore generale di Apl, Giuseppe Sambo, in un’ audizione in Parlamento dove ha annunciato la revisione della cartellonistica, c’ è «un problema di segnaletica: chi entra nella nostra autostrada non ha una informativa adeguata per capire che c’ è un nuovo sistema di pagamento». Quanto agli avvisi bonari che scadono dopo 15 giorni, facendo scattare la sanzione e la sua applicazione da parte della Polizia Stradale, «gli avvisi bonari – continua il Codacons – vuoi per un problema di posta, vuoi per altre lungaggini, non sono mai arrivati». Ma Pedemontana, che ha calcolato di avere l’ 11 per cento di automobilisti furbetti sulle sue strade, tira dritto. E spiega le sue ragioni: «In Italia, tra i concessionari, Apl è la prima e unica autostrada ad aver adottato il sistema di esazione Free Flow che ha introdotto l’ indubbio vantaggio di avere eliminato le barriere fisiche dei vecchi caselli, agevolando il viaggio degli utenti. Di contro, l’ assenza dei vecchi caselli ha purtroppo favorito il malcostume di coloro che omettono il pagamento del pedaggio nei termini stabiliti dalla concessionaria, che registra di conseguenza una percentuale di mancati pagamenti di gran lunga superiore a quella normalmente registrata dalle altre concessionarie che invece sono dotate di barriere fisiche». Di qui l’ idea di adottare il pugno di ferro in base al Codice della Strada. «L’ articolo 176, infatti, statuisce che sulle autostrade e strade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un pedaggio i conducenti devono corrispondere il pedaggio secondo le modalità e le tariffe vigenti», conclude Apl. Ora toccherà al Codacons, legato ad Apl da un patto di raffreddamento, tentare di trovare un accordo in difesa dei consumatori-utenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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