6 Ottobre 2011

Le multe sono un salasso I ricorsi diventano un incubo

Le multe sono un salasso I ricorsi diventano un incubo
 

VARESE «Gli automobilisti sembrano etteralmente perseguitati dal Governo Berlusconi». Tempi duri per chi ha subito una multa ingiusta o presunta tale. A partire da oggi, infatti, gli automobilisti avranno a disposizione solo 30 giorni per presentare ricorso davanti al giudice di pace. Fino a ieri il termine era di due mesi. È entrato infatti in vigore il decreto legislativo 150 del 2011. Finalizzato alla semplificazione dei riti civili rischia di tartassare, ancora di più, gli automobilisti. Ne è convinto il Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori. «Si tratta dell’ ennesima ingiustizia a carico dei tartassati automobilisti, che ora avranno sempre maggiore difficoltà a impugnare una multa – spiegano dal Casper – Occorrono giorni perché un principiante possa capire come si fa un ricorso e se esistono i presupposti per impugnare. Per non parlare dei tempi tecnici per avere la documentazione dai vigili, dalla foto dell’ autovelox alla durata del giallo». Secondo il Casper, questo sarebbe però solo l’ ultimo dei provvedimenti approvati dal Governo contro gli automobilisti. Nel luglio del 2011 c’ era stato l’ aumento della accise sulla benzina, «una stangata da 60 euro a vettura». Il mese scorso è arrivato l’ aumento di un punto dell’ Iva, che si fa sentire alla pompa ma anche al concessionario, quando si sta per comprare una macchina nuova. A tutto questo bisogna aggiungere gli aumenti delle multe, delle polizze assicurative e dell’ imposta provinciale di trascrizione. Quello che, però, sembra mettere una pietra tombale sulla possibilità di fare ricorso è l’ introduzione e poi l’ aumento del contributo unificato, passato prima da 30 a 33 euro e poi, lo scorso luglio, da 33 a 37 euro. «Prima del gennaio 2010 i ricorsi erano esenti da qualunque pagamento – spiegano dal Casper – Ora, per impugnare una multa di divieto di sosta da 39 euro, se ne devono pagare 37». Con un evidente effetto deterrente. Anche Francesco De Lorenzo, di Federconsumatori Cgil, parla di un provvedimento a danno dei consumatori. «Nei lavori per la preparazione e poi nell’ approvazione del decreto 150 del 2011 nessuno ha mai fatto riferimento alla riduzione dei termini per il ricorso – dice De Lorenzo – Un provvedimento che nulla ha a che fare con la semplificazione dei riti civili». Un provvedimento, quindi, a danno dei cittadini. «In questo caso è chiaro come si faccia tutto contro l’ interesse dei cittadini». Un provvedimento fatto per assicurare le entrate portate dalle contravvenzioni? Elemento per far quadrare i conti dei Comuni in tempi di crisi. «In questi ultimi mesi molti Comuni si stanno organizzando per riattivare o installare i photored – spiega De Lorenzo – La scusa usata è quella della sicurezza, ma credo che in realtà la maggior parte venga messa per far cassa». Marisa Mentasti di Adiconsum, ricorda invece un altro dei rischi per gli automobilisti. «Se il giudice di pace ritiene che non ci siano i presupposti per fare ricorso, può anche decidere di aumentare la multa. Fino al 50% in più». Un altro motivo per pensarci bene prima di presentare ricorso. Tiziano Scolari © riproduzione riservata.

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