Le multe sono il fallimento del mercato e l’Antitrust fa di tutto per evitare questo strumento
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – «Le multe sono il fallimento del mercato e l’Antitrust fa di tutto per evitare questo strumento che è estremo ma avevamo delle evidenze inoppugnabili dovute anche a fattori che non dipendono dagli imprenditori ma anche a fattori di mercato che registravano l’aumento delle materie prime. Ma l’intesa c’è stata ed era bene sanzionarla». Così ieri il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, sulle multe per oltre 12 milioni di euro inflitte ai produttori di pasta. Immediata la replica, tra gli altri, della Barilla. «Non condividiamo la sostanza e le conclusioni del provvedimento – si legge in una nota – e siamo estranei a presunte azioni di cartello ai fini di determinare un aumento dei prezzi della pasta». La Barilla a tal proposito annuncia anche che farà ricorso. Secondo il pastificio leader del settore infatti «la decisione colpisce un settore industriale da lungo tempo in grande difficoltà (129 pastifici contro 238 nel 1981). Barilla farà ricorso contro il provvedimento che non ritiene fondato». «Il provvedimento dell’Autorità Garante ci lascia stupiti – dice Guido Barilla, presidente del Gruppo Alimentare -. La nostra missione, da sempre, è quella di offrire alle persone prodotti di ottima qualità al giusto prezzo, operando in assoluta trasparenza, secondo i principi di sana concorrenza alla base del libero mercato». L’intervento dell’Antitrust, invece, «è positivo» secondo le associazioni dei consumatori. «L’indagine, aperta su apposita denuncia formale della Federconsumatori – scrive l’associazione in una nota congiunta con Adusbef – ha confermato l’ipotesi di un vero e proprio cartello. Questa operazione, del tutto inaccettabile, ha avuto pesantissime ricadute sui consumatori. Nello specifico, una famiglia che consuma in media un chilo di pasta al giorno, ha speso ben 146 euro in più l’anno». Secondo il Codacons si tratta di «una vittoria del Codacons e dei consumatori italiani. Nel 2008 abbiamo più volte denunciato all’Autorità come i prezzi al dettaglio della pasta crescessero senza alcuna ragione, mentre il costo del grano diminuiva sensibilmente (fino al -62%). Adesso devono essere restituiti ai consumatori: invitiamo cittadini che hanno conservato scontrini o altri documenti che attestino l’acquisto nel periodo 2006/2008 di pacchi di pasta delle aziende multate, a chiedere dinanzi ai giudici di pace il rimborso delle maggiori somme pagate a causa del cartello anticoncorrenza».
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