11 Luglio 2007

Le multe sono già pagate Il Comune le vuole ancora

Le multe sono già pagate. Il Comune le vuole ancora

Otto e trenta del mattino. Siamo in coda in via Rugabella 2, sede della Sezione procedure sanzionatorie della polizia locale. In parole povere, lo sportello dei vigili in cui i cittadini vengono a pagare le cartelle esattoriali ricevute dal Comune: multe risalenti al 2004 non pagate o pagate in ritardo (oltre i 60 giorni dalla notifica). Decine di persone hanno puntato la sveglia all`alba per venire a pagare la multa. Fin qui, attese interminabili a parte, niente di strano. Se non fosse che, molte di queste persone, la multa l`hanno già pagata. Tre anni fa. Hanno ricevuto tutti la famigerata cartella, ma, controllando le ricevute dei pagamenti, si sono accorti di aver già sborsato, a suo tempo, decine di euro. Ecco che allora si precipitano tutti all`ufficio ruoli di via Rugabella per chiarire il malinteso. Imbufaliti. “Siamo incavolati neri“, tuonano mentre fanno la fila. Già, perché molti di loro hanno chiesto un permesso dal lavoro per poter trascorrere la mattinata dai vigili. “E tutto per colpa degli uffici comunali e della polizia locale che non funzionano come dovrebbero“, urla Gianni. “Se non hanno registrato il pagamento, non vedo perché debba rimetterci io“. In tempo, quello perso allo sportello, e in denaro, quelle cifre a tre numeri che compaiono sulle cartelle: 100, 200, 300 euro. Qualcuna supera anche i 1000. Il signor Terribile si fa prendere dallo sconforto: “Trecento euro. E da dove le tiro fuori io, dalla pensione minima? Sulla ricevuta delle poste è attestato il pagamento, quindi spero di non avere problemi“. E così è. “Quasi tutti quelli con le ricevute sono in regola“, dice un`addetta. Tutti a casa senza aver sborsato un soldo. Ma con la seccatura di aver perso mezza giornata di lavoro per niente. Per coloro, invece, a cui la cartella non viene annullata (perchè non hanno magari avuto l`accortezza di conservare le ricevute), l`unica soluzione è il ricorso. Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace di Milano, ne sa qualcosa. “L`anno scorso ci sono arrivati 7mila ricorsi. Il 30% ha ottenuto l`annullamento della cartella, il 40% si è visto ridurre la sanzione. I cittadini che hanno pagato non devono temere, anche se hanno perso la ricevuta“. Anche qui, la scocciatura sta nel tempo buttato via. Per la sentenza passano minimo 5 mesi. “L`importante – precisa – è chiedere la sospensione della cartella durante il ricorso“. Altrimenti, dopo lo scadere anche di quella, scattano fermi amministrativi e pignoramenti. “Ma come è possibile che succedano questi disguidi?“, si chiede il signor Mele. Giuseppe Falanga, della Siapol , il sindacato dei vigili, spiega: “Uno dei fattori che ha scatenato l`emissione errata di cartelle è stato un mancato aggiornamento nei file dei versamenti postali“. Chi ha pagato, in sostanza, risulta comunque moroso per mancata registrazione. C`è anche qualcuno che, ignaro di tutto, si è trovato a fare i conti con il fermo amministrativo del mezzo. Al Codacons “arrivano centinaia di chiamate da parte di persone che nemmeno sapevano di aver preso una multa, perché non notificata“. Marco Osnato, presidente della Commissione Mobilità e Traffico allarga le braccia: “Avevamo istituito una commissione ad hoc con il Difensore civico per cercare di capire i motivi di questo disguido. Ci hanno detto che si trattava di un problema dei sistemi informativi che, a questo giro di cartelle, sarebbe andato a posto“. Ma così non è avvenuto. L`Assessore Pillitteri, dal canto suo, difende il proprio operato: “Il mio assessorato ha fatto tutto ciò che è di sua competenza per agevolare le procedure con il servizio “Multa semplice“ che permette agli utenti di verificare il verbale on line“. Anche se non accessibile a tutti, è l`unica cosa che funziona. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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