22 Febbraio 2001

Le mandrie a rischio: al Tar la decisione sull?abbattimento

ROMA – È approdata al Tribunale amministrativo del Lazio la vicenda legata al morbo della mucca pazza. Sono stati presentati ieri, infatti, due ricorsi che i giudici amministrativi della terza sezione hanno stabilito di discutere, con altrettante ordinanze cautelari d’urgenza, il prossimo 1 marzo. Di che cosa si tratta? La prima istanza è dell’azienda agricola Cascina Malpensata di Mario Greci – dove è stato registrato il primo caso di mucca pazza in Italia – che ha chiesto al Tar di annullare la decisione di abbattere l’intero allevamento bovino dove è stato trovato l’animale malato.
Ma a sollecitare l’intervento dei giudici amministrativi è stato anche il Codacons, una delle più agguerrite associazioni di tutela dei consumatori: in questo caso, i magistrati del Tar dovranno stabilire se annullare, come è stato richiesto, l’ordinanza con la quale sono state revocate le misure di protezione nei confronti della Bse. Proprio qualche giorno fa, sempre l’associazione guidata dall’avvocato Carlo Rienzi aveva presentato sulla vicenda della mucca pazza un esposto alla Corte dei Conti, nel quale si sostiene che sono i consumatori ad avere il diritto di essere risarciti al posto degli allevatori.
Inoltre, il Codacons ha chiesto un miliardo di dollari come risarcimento per i danni subiti dai consumatori italiani in seguito alle omissioni dell’Unione europea, richiesta che è alla base anche di un parallelo ricorso alla Corte di Giustizia della Comunità europea per «il colpevole silenzio dell’Ue sulla grave vicenda».
Sull’uso «del mangime contenente residui animali – sottolineano ancora al Codacons – è datata 1987 la ricerca scientifica che rivela che la diffusione della Bse è dovuta alla pratica di nutrire gli animali proprio con quei mangimi. E infatti, nel 1988, la Gran Bretagna ha bloccato la somministrazione di mangimi animali ai bovini. In più, l’allarme sulle conseguenze di una possibile diffusione del morbo della mucca pazza era stato lanciato nell’agosto del 1995 anche da Luc Montagnier, scopritore del virus Hiv dell’Aids. Nella circostanza, Montagnier ha invitato autorità e comunità scientifica a non “distrarsi” e a indagare su morbi potenzialmente pericolosi per la salute, mettendo al primo posto “la pazzia delle vacche”». Da qui i ricorsi del Codacons. Ora sull’intera vicenda si attende la pronuncia del Tar Lazio, il prossimo primo marzo.

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