31 Ottobre 2013

Le liste d’ attesa ai tempi della crisi per la visita in coda anche per anni

 Le liste d’ attesa ai tempi della crisi per la visita in coda anche per anni
Il Codacons diffida l’ assessorato, la cgil denuncia i tagli lineari e la disorganizzazione.

Quanto ci costi la sanità sicilia-
na in termini di risorse economiche
non è del tutto chiaro, anche se, nono-
stante il piano di rientro centrato, con-
tinuano ad essere sprecate tonnellate di
denaro. Ma se non abbiamo la benché
minima idea di qualcosa, è delle conse-
guenze medico-sociali che sono provo-
cate dalle bibliche liste d’attesa delle
nostre strutture pubbliche. Perché, do-
manda più che legittima e persino ba-
nale se vogliamo, che cosa accade ad un
paziente che avrebbe bisogno di essere
sottoposto ad un esame diagnostico e si
sente rimandare di sei mesi (se va be-
ne), un anno (in media) ma anche 18 o
36 mesi (e molto di più in altri casi)?
Succede che se il paziente aveva un
problema urgente in corso, senza sa-
perlo, lo scoprirà, probabilmente, quan-
do potrebbe essere anche troppo tardi.
Ma quanto sono lunghe e pesanti
queste liste d’attesa delle strutture
pubbliche, per cui il Codacons ha diffi-
dato l’Assessorato regionale alla Salu-
te, dopo averlo denunciato un anno
fa? Lunghissime, soprattutto per al-
cuni accertamenti diagnostici, per ana-
lisi particolari, per certe specialità. A
Siracusa, per esempio, per fare una Tac
nell’ambito dell’Asp si possono atten-
dere anche 120 giorni, per una mam-
mografia a Noto 152 giorni, per una
eco alla tiroide all’Umberto I 201 gior-
ni. Ma batte tutti chi ha bisogno ad
Avola di una visita cardiologica, perché
se ne parla tra 363 giorni o di una co-
lonscopia a Lentini tra 410 giorni.
L’ecografia mammaria è un proble-
ma serio, considerata la delicatezza del-
l’esame. A Enna, Umberto I, si aspetta-
no 485 giorni annuncia il sito dell’Asp,
mentre per una visita pneumologica a
Leonforte ci vogliono 390 giorni di atte-
sa. E nell’Asp di Catania? Per la solita
mammografia ad Acireale 247 giorni,
per una eco (all’addome o alla tiroide)
438 giorni, mentre a Biancavilla per la
mammografia il display segnala un’at-
tesa di 518 giorni, a Bronte di 423, a Cal-
tagirone di 198. Al Policlinico di Catania
per una eco possono passare 150 gior-
ni, per una ecocardio 357, ma chi è più
inguiato è chi ha mal di denti, perché
per una visita potrebbe anche dovere
aspettare 1339 giorni. Tradotto sul ca-
lendario la prima data disponibile con
lo specialista è il 7 giugno del 2017. 219
i giorni di attesa a Giarre per una eco-
mammella bilaterale, 198 a Gravina per
una visita in diabetologia.
Anche a Caltanissetta le cose vanno
lentissime e lunghissime. Al Sant’Elia di
Caltanissetta 300 giorni per una eco
all’addome, 240 giorni di attesa a San
Cataldo per una colonoscopia e da 150
a 330 per una ecocardio. Una mammo-
grafia a Gela? Se ne parla tra 300 gior-
ni, 314 per l’ecocardio. Ad Agrigento
per una visita endocrinologica possono
passare 266 giorni, mentre per una co-
lonoscopia ci vogliono 138 giorni a Ra-
gusa, 182 a Modica, 186 a Vittoria.
Si aspetta anche a Taormina: per una
ecografia mammaria bilaterale 322
giorni, per una Tac all’addome 219, per
una ecodoppler 160.
Si dice che ci sia un problema di
mancata attivazione della Centrale uni-
ca di prenotazione regionale. Vero, c’è
anche questo. Ma il monitoraggio sulle
liste d’attesa ti fa capire che seppure
funzionasse il Cup, trovare la struttura
pubblica che eroga in tempi ragionevo-
li quei servizi sanitari non sarebbe per
nulla agevole. Perché?
«Perchè – secondo Michele Pagliaro,
segretario regionale della Cgil – sono
stati fatti per risparmiare brutali tagli li-
neari che hanno tagliato le prestazioni.
Tra l’altro ci chiediamo se causa dei ri-
tardi in molti casi sia l’eccesso di preno-
tazioni o la mancanza, per esempio,
dei reagenti nei laboratori di analisi,
come denunciano alcune strutture. E
poi – aggiunge Pagliaro – c’è una ineffi-
cienza e una disorganizzazione diffusa.
Basti pensare che dopo la disposizione
ministeriale che imponeva le centrali
regionali di prenotazione, a Bologna
anche dalle farmacie si può avere il
quadro in tempo reale della situazione
e cercare la prima struttura disponibi-
le. Qui da noi, invece, non c’è coordina-
mento nemmeno tra Enna e Caltanis-
setta, anche se sono vicine e i pazienti
potrebbero spostarsi tutto sommato
senza problemi».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this