27 Settembre 2016

Le istruzioni per il voto

Le istruzioni per il voto

• ROMA. Il testo del quesito del referendum costituzionale è di stile molto diverso dalle burocratiche schede del passato. Questa scelta, conseguente alle disposizioni di legge del ’70, se da una parte promuove la necessità di chiarezza, dall’ altra ha già acceso la polemica politica. IL TESTO – Nella scheda elettorale per il referendum che potrebbe confermare o respingere la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, comparirà questo quesito: «Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?». Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il «Sì» e una con il «No». Basta barrare con una «x» lascelta. Non c’ è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare. LA LEGGE DEL il quesito da sottoporre a referendum «consiste nella formula seguente: “Approvate il testo della legge di revisione dell’ articolo… (o degli articoli …) della Costituzione, concernente … (o concernenti …), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?”‘; ovvero: “Ap provate il testo della legge costituzionale … concernente … approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?”». L’ ordinanza con la quale l’ Uf ficio centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione ha dichiarato conforme alla legge il testo del quesito referendario è dell’ 8 agosto scorso. L’ OK DELLA CASSAZIONE LA POLEMICA POLITICA – Se nella formulazione scelta per questo Referendum c’ è un addio al burocratese, che ha caratterizzato molte volte le schede referendarie del passato, per i Comitati del No il quesito è una sintesi delle ragioni del Sì. E il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio. Ma il premier Matteo Renzi nei giorni scorsi ha già sottolineato che è «la legge che prevede di mettere così il quesito e la Corte di Cassazione».
 
 

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