15 Marzo 2010

Le ipotesi

1 Chiedere al sindaco le case popolari Piani per l’ edilizia popolare Tra gli atti amministrativi generali previsti dalla direttiva della Funzione pubblica per l’ immediata esecutività della class action possono rientrare i piani per l’ edilizia popolare,con cui il comune programma la creazione di nuovi alloggi destinati alle famiglie in condizioni economiche meno agiate. La mancata adozione di questi piani, che determina una stasi nella gestione dell’ edilizia popolare e nell’ assegnazione degli alloggi, lede un diritto cruciale per i cittadini. 2 Riavviare la macchina delle opere pubbliche Piano delle opere pubbliche I comuni devono adottare ogni tre anni il piano per le opere pubbliche,previsto dall’ articolo 128 del Codice dei contratti pubblici (Dlgs 163/2006). In caso di mancata adozione di questo piano, si blocca la possibilità di pianificare e appaltare le opere di valore superiore a 100mila euro, quindi in pratica si determina la paralisi dell’ attività infrastrutturale dell’ ente, ledendo sia i legittimi interessi delle imprese sia quelli dei cittadini. 3 Togliere gli ostacoli ai nuovi negozi Piani per il commercio La programmazione comunale guida anche l’ articolazione delle attività commerciali sul territorio dell’ ente.Il ruolo di questa pianificazione era del tutto vincolante prima dell’ adozione del decreto Bersani (Dl 223/2006), che ha liberalizzato l’ apertura di molte tipologie di attività commerciali. In altri settori, però, il collegamento con la pianificazione rimane essenziale (ad esempio per le edicole, o le farmacie), e la sua mancata adozione blocca le nuove attività 4 Ridurre i tempi di attesa del rinnovo documenti Permessi di soggiorno Gli immigrati regolari in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno possono unirsi in un’ azione collettiva contro le Questure che si macchiano di eccessivi ritardi nel rilascio dei documenti. Attualmente sono circa 500mila gli stranieri residenti in modo regolare nel nostro paese, che hanno chiesto il rinnovo del permesso e che sono costretti ad attendere anche 15 mesi invece dei 20 giorni previsti dalla legge Bossi-Fini. 5 Combattere i rischi di frane e terremoti Prevenzione rischi idrogeologici Gli atti programmatori relativi alla messa in sicurezza delle aree e del patrimonio edilizio nelle zone a rischio idrogeologicoo sismico riguarda più livelli di governo, dal dipartimento della Protezione civile a regioni, province e comuni, ciascuno secondo le proprie competenze. Una prima class action relativa alla Pa, avviata dal Codacons, chiede a tutti questi soggetti di mettere in sicurezza una serie di zone a rischio già individuate con atti ufficiali.

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