Le industrie abbassano la testa: primo calo della produzione dal 2016
-
fonte:
- Repubblica.it
di RAFFAELE RICCIARDI MILANO – Inversione di marcia per la produzione industriale italiana, e non è una buona notizia in un momento in cui la crescita – a detta unanime degli osservatori domestici e internazionali – sta rallentando. Secondo i dati pubblicati dall’Istat e relativi al mese di luglio, nel mese estivo si è registrata una “brusca discesa” dell’attività delle fabbriche, in diminuzione anche su base trimestrale. “In termini tendenziali”, ovvero guardando alla variazione annua sul luglio 2017, dice l’Istat: “La variazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario diviene negativa per la prima volta da giugno 2016”.
Scendendo nel dettaglio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dell’1,8% rispetto a giugno. Anche guardando alla media del trimestre maggio-luglio, il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Partecipano al segno negativo tutti i comparti: beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%); in misura più contenuta diminuisce l’energia (-0,8%).
Se si guarda invece alla variazione annua, corretta per i diversi giorni lavorativi che ci sono stati nel calendario di luglio 2018 e 2017, l’indice è diminuito dell’1,3%. In questo caso, sono rimasti i soli beni strumentali a registrare una variazione positiva (+0,7%), mentre sono scivolati in rosso quelli intermedi (-2,2%), i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-1,4%).
A livello di attività economica, la variazione tendenziale resta positiva per l’attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari (+1,3%). Le maggiori flessioni – dettaglia ancora l’Istat – “si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%)”.
Le associazioni dei consumatori cavalcano subito i dati ufficiali, chiedendo un cambio di passo. “Di male in peggio: il Paese arretra”, dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Preoccupante il crollo dei beni di consumo, specie di quelli durevoli che sprofondano del 4,8% in un solo mese e del 7,2% su base annua. Un chiaro indicatore della difficoltà delle famiglie ad arrivare alla fine del mese”, prosegue. Dal Codacons, si rileva che i numeri freschi di stampa “risentono della forte contrazione delle vendite registrata in Italia negli ultimi mesi”. Spiega il presidente Carlo Rienzi in una nota: “I numeri sulla produzione di luglio sono in calo in tutti i settori sia su base mensile che su base annua, e la riduzione investe anche i beni di consumo che scendono del -1,7% su giugno e del -1,9% su anno a dimostrazione che l’industria risente in modo diretto dei consumi delle famiglie”.
Anche nel resto d’Europa, segnalano i dati Eurostat, le industrie faticano: a luglio la produzione è calata dello 0,8% nella zona euro e dello 0,7% nella Ue a 28. Anche in Germania, come in Italia, la variazione è stata negativa dell’1,8%.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Carlo Rienzi, industria, Istat, produzione, vendite
