20 Febbraio 2007

Le Fs aumentano il biglietto del treno

Gli aumenti introdotti dalle Fs all`inizio dell`anno potrebbero essere i primi di una lunga serie. L`antipasto, amaro per i viaggiatori, destinato a portare il costo dei ticket a livello della media europea. In attesa, naturalmente, che anche la qualità del servizio offerto dalla Ferrovie registri nel frattempo un adeguamento agli standard europei. Da quel che si apprende, infatti, le Fs puntano a varare, dal primo ottobre prossimo, un nuovo aumento del 10% sui biglietti dei treni a media e lunga percorrenza, equivalente al rincaro già scattato dal primo gennaio scorso per Eurostar ed Intercity. Lo prevede il piano industriale 2007-2011 in base a quanto riportato in un verbale approvato dal cda delle Ferrovie nella seduta di fine dicembre. In realtà non si tratterebbe della prima sorpresa riservata ai passeggeri dalla nuova gestione delle Fs. Dopo aver assicurato che i rincari avrebbero riguardato solo i convogli ad alta velocità e gli Intercity, i nuovi vertici hanno deciso a febbraio il ritocco dei ticket per gli espressi e gli interregionali, convogli frequentati soprattutto dai pendolari. Tra gli obiettivi del piano, l`inversione di una tendenza che ha portato la Spa pubblica a perdere clienti. Nel quinquennio 2001-2006, infatti, il traffico passeggeri è diminuito dello 0,8%. Il piano messo a punto dal presidente Innocenzo Cipolletta e dall`ad Mauro Moretti, prevede invece un incremento medio annuo del 3%. Ma in attesa che gli indicatori di performance migliorino e che il baraccone torni a produrre ricavi tali da bilanciare i costi, servono risorse finanziarie fresche. Ma l`aumento delle tariffe varato a gennaio non basta. “Tale aumento – si legge nella delibera del Cda riuscirà a coprire solo una parte degli oneri finanziari accumulati negli anni dall`azienda“. Così non resta che aumentare di nuovo i biglietti. Complessivamente, la manovra di aggiustamento tariffario vale circa 90 milioni di euro, avrebbe riferito l`ad Moretti al board, con incrementi che riguardano 12 milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60 centesimi al mese a viaggiatore. Ma si tratta di conti tagliati con l`accetta: le medie, quando si tratta di soldi da sborsare, non rendono mai giustizia a quel che accede in realtà. Immediata la levata di scudi dei consumatori. “La notizia degli aumenti delle tariffe ferroviarie non può che essere uno scherzo di Carnevale, per giunta di pessimo gusto“, ha tuonato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Si tratta di rincari abnormi, ingiustificati e con effetti pesantissimi per le tasche degli utenti“. Così il Codacons, assieme ad Adusbef e Federconsumatori, ha fatto sapere di essere pronto a fare ricorso al Tar per stopparli. “Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi spiega Rienzi – dovrà impedire con fermezza questo abuso ai danni dei cittadini, considerate anche le evidenti falle del trasporto ferroviario italiano, caratterizzato da un elevato grado di insoddisfazione da parte dei passeggeri e fatiscenze strutturali dell`intera rete“. Se il ministro “non prenderà una posizione decisa organizzeremo in tutta Italia proteste fragorose da parte degli utenti“. In realtà, il nuovo ritocco tariffario non sarebbe neppure l`ultimo deciso dal Cda delle Ferrovie. Oltre a quelli del 2007 (+20% in due tranche), sarebbero già previsti altri aumenti del 5% annuo per tre anni consecutivi a partire dal 2009. Così, nel 2011, i biglietti sarebbero più cari del 35%. Ma oltre che sui viaggiatori, la stretta varata da Moretti e Cipolletta rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui dipendenti. Nella famosa riunione del cda di fine dicembre, infatti, è stata decisa una discesa netta di personale pari a 3.500 unità. Un risultato che sarà conseguito, si legge nel budget 2007 delle Fs, “attraverso un turnover molto sostenuto che prevede l`uscita di circa 4.500 dipendenti a fronte di circa 1.000 ingressi, dei quali 450 circa a tempo determinato“.

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