Le fiamme, la nube, la paura E ora disagi per settimane
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fonte:
- Corriere della Sera
Saranno settimane difficili, con disagi che fino a ieri sera era impossibile quantificare. L’ incendio che ha coinvolto all’ alba di ieri la sala comando della stazione Tiburtina, oltre ad aver provocato danni ingenti ha costretto i responsabili del trasporto pubblico a rivoluzionare i servizi. Un «resetting» che arriva dopo una giornata di paura e polemiche, dopo le fiamme che hanno divorato la «Sala apparati» dello scalo ferroviario in ristrutturazione e provocato una nube tossica che solo il vento ha allontanato dai palazzi del Tiburtino. Sempre ieri è stato approvato il piano straordinario per la mobilità: da stamane tutte le stazioni della linea B della metropolitana torneranno in funzione. L’ unica chiusa sarà proprio quella di Tiburtina. I treni Fr1 (Orte-Fara Sabina, Roma-Fiumicino aeroporto) non fermeranno nello scalo, passeranno solo due treni ogni ora ma con un numero doppio di vagoni: i pendolari potranno prendere la metro A dalla fermata Tuscolana o la B da Ostiense. Per la Fr2 (Tivoli-Tiburtina), invece, alcuni treni arriveranno fino a Termini, altri limiteranno la corsa a Palmiro Togliatti. Da qui i passeggeri potranno utilizzare il bus 451 che collegherà con la metro B di Ponte Mammolo o la A di Sub Augusta. I treni interregionali non proseguiranno oltre Orte. Da qui si potranno utilizzare i treni Fr1, mentre gli autobus del Cotral non faranno più capolinea a Tiburtina ma a Rebibbia. L’ assessore comunale alla Mobilità Antonello Aurigemma parla di «pieno supporto alle Fs» . Ma il sindaco Gianni Alemanno è preoccupato: «Spero che a pagare non siano i romani ma i disagi andranno avanti almeno per un mese. Abbiamo chiesto alle Ferrovie di ripristinare in fretta la situazione» . In Campidoglio c’ è nervosismo nei confronti delle Fs: «Il cantiere è loro, ma i costi del piano straordinario sono a carico nostro. Chi paga le spese?» filtra da Palazzo Senatorio. Il Comune chiederà ai responsabili delle Ferrovie e della Regione di provvedere ai costi per navette sostitutive, straordinari, Protezione civile. Alemanno tuttavia rincara la dose: «Il cantiere sta creando alla città grandi problemi da mesi. Vogliamo sapere cosa è successo. Ci auguriamo -aggiunge -che questo incidente non provochi ulteriori prolungamenti. Comunque possiamo tirare un sospiro di sollievo: poteva essere una strage» . In campo scende anche la Regione: «Abbiamo predisposto un piano d’ intervento per limitare i problemi ai cittadini» , dice la governatrice Renata Polverini. Ma i problemi per la città sono appena cominciati. L’ emergenza durerà a lungo. Già la scorsa notte un centinaio di vigili urbani sono stati impegnati nel controllo delle strade d’ accesso alla stazione Tiburtina e sulla Tangenziale Est. «Evitate la zona» consiglia il comandante del Corpo, Angelo Giuliani. Lo stesso tipo di avviso dato dalle Ferrovie per chi si dovesse mettere in viaggio in queste ore. «Se possibile evitate di prendere il treno se dovete transitare per Roma» . La stazione Tiburtina, cantiere hi-tech da 320 milioni di euro, con un’ area commerciale e un design avveniristico, è infatti uno dei principali snodi della rete ferroviaria nazionale e della Tav. Ma l’ incendio di ieri, spento da dieci squadre dei vigili del fuoco dopo 15 ore di lavoro, ha provocato gravi danni alle strutture. La palazzina avvolta dalle fiamme è a rischio-crollo, al punto che i tecnici non escludono la possibilità che venga demolita per precauzione. Oggi gli investigatori della Polfer potrebbero scendere nei sotterranei dell’ edificio accompagnati dai pompieri per svolgere un primo sopralluogo e accertare non solo il tipo di danni provocati dal rogo ma anche le cause. La procura si accinge ad aprire un fascicolo sull’ incendio, il pm Barbara Sargenti è stata già informata dai responsabili del vigili del fuoco, che oggi le invieranno un primo rapporto sull’ accaduto. Rfi ha invece istituito una commissione d’ inchiesta interna per fare luce sul rogo: fra le ipotesi avanzate dalle Ferrovie c’ è anche quella di un furto di cavi di rame che potrebbe aver causato un sovraccarico delle linee e, quindi, un corto circuito elettrico. Anche per i pompieri, d’ altra parte, a innescare le fiamme è stato «al 90%» un problema elettrico. E ora il Codacons chiede: «Trenitalia deve risarcire gli utenti coinvolti»
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