Le farmacie decidono la chiusura a oltranza
-
fonte:
- L`Unità
La destra aizza la piazza contro le riforme Ma Bersani avverte: il decreto non cambia
Da domani le saracinesche delle farmacie saranno chiuse ad oltranza: così Federfarma risponde a muso duro al governo, fermo nell`intenzione di liberalizzare il settore. Sul fronte della trattativa ieri nulla è cambiato: il governo ha assicurato che il decreto sulle liberalizzazioni “non si tocca“ e gli interessati si son dati da fare per esprimere al meglio il loro dissenso. È la forma della protesta ad essersi rinnovata, acquistando invettiva e determinazione finora insospettate. I farmacisti decidono dunque lo stato d`agitazione permanente ed oggi si temono code ai negozi, ultimo giorno disponibile per i cittadini per rifornirsi dei medicinali necessari: da domani il servizio sarà assicurato solo dalle farmacie in turno obbligatorio e da quelle comunali, che fin dall`inizio della trattativa si sono dissociate dalle mobilitazioni di Federfarma. Già ieri, nel secondo giorno di sciopero della categoria, i farmacisti si sono dati appuntamento in piazza Barberini a Roma per un sit-in con fischietti, bandiere italiane e striscioni: “Aridatece Storace“, “Bersani come Moggi“, “Coop compraci, due farmacie al prezzo di una“. Fallito l`ennesimo incontro al ministero dello Sviluppo economico, i titolari di farmacie hanno deciso per l`opposizione ad oltranza trovando sponde politiche nel centrodestra. Tra i primi ad arrivare al presidio sono stati Ignazio La Russa e Gianni Alemanno, che contro il provvedimento ha minacciato la consultazione popolare: “Se il governo non modificherà il decreto, saremo costretti a creare un comitato per promuovere un referendum abrogativo“. La possibilità che i farmaci da banco vengano venduti anche nella grande distribuzione, in appositi reparti con l`obbligatoria assistenza di un farmacista, continua a risultare indigesta a chi finora ne ha detenuto il monopolio. La serrata delle farmacie, già dichiarata illegittima dalla Commissione di garanzia, ha superato anche ieri il 93% delle adesioni, lasciando chiuso un negozio su sei su tutto il territorio nazionale e scatenando le ire delle associazioni dei consumatori. Tanto che il Codacons ha chiesto sanzioni per tutte le saracinesche abbassate più una multa da un milione di euro a Federfarma, mentre Cittadinanzattiva ha presentato un esposto alla Procura di Roma per interruzione di pubblico servizio. Ma il ministro Pierluigi Bersani ha ribadito le sue intenzioni: “Le nuove norme consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilità da parte dei consumatori, peraltro sotto l`assistenza di un farmacista iscritto all`ordine professionale proprio al fine di evitare ogni possibile abuso nell`utilizzo dei farmaci“. Non a caso la liberalizzazione ha incontrato il favore del Movimento nazionale liberi farmacisti (professionisti non titolari di negozio) per i quali si aprirebbero nuove opportunità lavorative: “Questo è uno sciopero contro la competizione del settore e contro il confronto di capacità in grado di funzionare da volano per migliorare il servizio e abbassarne i costi“. A contendere la scena ai camici bianchi, ieri a Roma c`erano anche i panificatori, in rivolta contro l`apertura del mercato delle licenze per i panifici: “Il nostro pane puoi mangiarlo sicuro. Quello di Bersani manco ai cani“ era lo slogan più gettonato, mentre altri mettevano in guardia dal possibile rischio del “pane Made in China“ e in piazza Montecitorio i berretti bianchi distribuivano gratis rosette e sfilatini. L`esecutivo difende il decreto, sottolineando come la liberalizzazione sia accompagnata “dalla possibilità per i panificatori di consentire nei loro esercizi il consumo dei prodotti che vendono e dalla definizione del pane fresco che valorizza il lavoro artigianale“. Domani sarà la volta di avvocati e commercialisti.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: decreto bersani, farmaci, farmacie, farmacisti, federfarma, giudice di pace, Prezzi, Risarcimento, Sciopero, turco
