Le famiglie umbre sono costrette a misurarsi con una serie di aumenti
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Salutato appena il nuovo anno, le famiglie umbre sono costrette a misurarsi con una serie di aumenti che depaupereranno altre risorse dai già striminziti bilanci domestici. Uscite inevitabili che i cittadini non possono fare altro che accettare, senza avere la minima possibilità di uscita o di trattare. Quasi 600 euro legati alle nuove misure della Finanziaria, ma anche a quelli che le associazioni dei consumatori chiamano “soliti incrementi tariffari“ frutto delle politiche fiscali locali e delle scelte grandi aziende fornitrici di servizi di pubblica utilità, dai Comuni alle banche. Casa e mobilità le voci che più “saccheggeranno“ le tasche degli umbri, con l`incubo bollette dietro l`angolo. Due i nodi sul tavolo di enti e associazioni umbre: le tariffe idriche e la tariffa di igiene ambientale. Nel primo caso, sono attesi aumenti minimi del 10%, legati ai nuovi piani di investimento dei tre Ambiti territoriali. “La tariffa più cara resta quella di Perugia – sostiene Alessandro Petruzzi, presidente regionale di Federconsumatori – dove il costo al metro cubo è ormai di un euro vicino a quello dell`acqua in bottiglia. Per questo è necessario abbassare i costi e riprendere il confronto con sindacati e associazioni dei consumatori, interrotto prima delle feste. E questo deve avvenire prima dell`assemblea Ato: attualmente si sta discutendo di carta dei servizi, ma il problema vero resta il piano degli investimenti e relativo piano di copertura per capire le eventuali ripercussioni sulle politiche tariffarie e, quindi, sulle bollette“. Per acqua, luce e gas si spenderanno circa 75 euro in più e la buona notizia è che gli aumenti di elettricità e metano scatteranno solo dalla prossima primavera. Preoccupano invece possibili sviluppi su Tia e Ici i cui aggiustamenti potrebbero portare a un aggravio di circa 75 euro annui. “Confidiamo nel buon senso dei Comuni – dice Carla Falcinelli del Codacons – perché su tali versanti i cittadini hanno già fatto la loro parte“. Angelo Garofalo (Adoc) parla invece di “aumenti tariffari ingiustificati e mancati sgravi che operano come aumenti“, puntando il dito sui rincari dell`abbonamento Rai (4,4 euro) e sui mancati benefici sul prezzo della benzina derivanti dal calo del prezzo del greggio all`origine. “Gli aumenti sono traslati immediatamente – spiega – mentre con la quotazione al barile sotto i 60 dollari, alla pompa la benzina dovrebbe costare almeno il 15% in meno. Un meccanismo nel quale ravvisiamo una doppia speculazione“. Nel complesso, le stime delle associazioni dei consumatori parlano di 560 euro di aggravio per le tasche delle famiglie. Con la mobilità, vera e propria croce degli umbri: costi per trasporti privati e pubblici con il rincaro dei biglietti dei treni che assorbirà oltre 100 euro in più.
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