20 Aprile 2003

«Le famiglie stangate per 2100 euro in sedici mesi»

ROMA ? Una stangata di oltre 2.100 euro in 16 mesi: a tanto ammontano, secondo le associazioni dei consumatori riunite in Intesa, gli aumenti che da gennaio 2002 ad oggi hanno colpito le famiglie italiane.
Al «conto» di oltre 1.500 euro pagato in più nel 2002, denunciano le associazioni, si aggiungono infatti oggi nuovi pesanti rincari (pari a 604 euro), registrati innanzitutto nel settore trasporti (benzina, gasolio, autostrade, bus, metro ecc.) con un aumento complessivo nei primi mesi del 2003 di 178 euro.
Seguono i consumi alimentari (+92 euro), l`Rc auto (+85 euro), la tariffe postali e bancarie (+50 euro) e la spesa per i rifiuti e le tariffe idriche (+39 euro). Altri 26 euro derivano dagli aumenti di luce e gas, che secondo i consumatori potrebbero lievitare ancora di altri 110 euro a causa degli ultimi provvedimenti sugli stranded cost e l`acquirente unico, e 24 euro dai ticket per i medicinali.
«Tali rincari medi dal primo gennaio 2003, sommati a 1.505 euro registrati nel corso del 2002 – afferma l`Intesa dei consumatori in una nota – comportano un esborso di 2.109 euro falcidiando drasticamente i redditi e la capacità di spesa delle famiglie che devono sempre di più ricorrere all`indebitamento per sopravvivere». Anzichè «terrorizzare i cittadini con le cartelle pazze» – concludono le associazioni dell`Intesa – «il governo operi defiscalizzando i carburanti e riducendo l`Iva sul gas».
Se fossero realizzate le due proposte che l`Intesa ha fatto al governo, proseguono i consumatori, che comportano la riduzione di 7,50 centesimi al litro dei carburanti e la riduzione dell`Iva del gas dal 20 al 10%, si potrebbero risparmiare 96 euro annui sul prezzo della benzina, 87 euro grazie all`abbattimento Iva sul gas, 76 euro tramite la riduzione del tasso di inflazione per minore impatto sui costi generali, per un totale di 259 euro annui.

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