11 Settembre 2007

Le famiglie non ce la fanno più

Mercoledì 13 sciopero della spesa Le famiglie non ce la fanno più. Dopo gli aumenti “ingiustificati“ dei prezzi in molti settori, dagli alimentari alle assicurazioni, dalle bollette alle banche, a migliaia ora “rischiano la bancarotta“. E non possono sopportare altri rincari: di fronte a quello che si prefigura come un “autunno nero per i consumatori“, quindi, “il Governo deve intervenire“. E` l`allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori, Adoc, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori, che porteranno la loro protesta in piazza dopodomani con lo sciopero della spesa e della pastasciutta, un`iniziativa simbolica per chiedere a Palazzo Chigi di tagliare prezzi e tariffe. A Roma l`appuntamento sarà alle ore 10.30 a piazza Montecitorio, mentre una delegazione delle associazioni si recherà davanti alla sede dell`Antitrust per avere uno scambio di vedute con il presidente Antonio Catricalà. La richiesta delle associazioni dei consumatori, ha sintetizzato il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, è, prima di tutto, un blocco immediato di prezzi e tariffe al livello precedente agli aumenti, per poi arrivare all`obiettivo del taglio del 5 per cento di tutti i prezzi e tariffe, attraverso un accordo con le parti interessate. Un simile taglio, hanno spiegato, porterebbe le famiglie a risparmiare 1.000-1.200 euro l`anno. Lo sciopero della spesa, il quinto promosso dalle associazioni dei consumatori (due nel 2002 contro il caro-euro, gli altri nel 2003 e nel 2004), vedrà questa volta anche la partecipazione della Coldiretti: consumatori e produttori insieme per eliminare “la forbice assurda e criminale – l`ha definita Rienzi – dell`intermediazione“ e perché i consumatori tornino a spendere meno e gli agricoltori a guadagnare di più. Le associazioni dei consumatori, che hanno accolto con favore il tavolo tra governo e operatori della filiera alimentare in programma il 12 (e dove andrà anche una delegazione dei consumatori per “dire basta alle speculazioni“), denunciano da tempo i rincari in molti settori che, secondo i loro calcoli, porteranno a fine anno a un aumento di 1.098 euro della spesa media della famiglia. Aumenti che le associazioni definiscono “ingiustificati“, dal momento che il costo della materia prima incide solo sul 10-15 per cento del prezzo finale. Un esempio per tutti, l`aumento del prezzo di pane e pasta, cresciuto indipendentemente dall`aumento del prezzo del grano, lo stesso del 1985, mentre da allora, ha precisato Coldiretti, il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato del 750 per cento. Il valzer dei rincari dei prezzi con cui gli italiani devono fare i conti al rientro delle vacanze non tocca il settore auto. Francesco De Carolis, amministratore delegato del gruppo MirandaAutomotive, che comprende i marchi Fiat, Ford e Audi, dice che “a partire da luglio si è registrato un lieve incremento degli accessori auto di circa 10 euro che non incide pesantemente sul costo delle auto, già agevolato di per sé da sconti e finanziamenti applicati sulle vetture negli show room al momento della vendita“. Adiconsum fa però notare che raddoppierà il costo della revisione delle auto da 25 a 45 euro, a cui bisognerà aggiungere l`Iva.

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