Le famiglie italiane sempre più in crisi
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fonte:
- La Nuova Ferrara
A fine 2020 il quadro dell’Italia che emerge dalle rilevazioni dell’Istat è di un Paese che fa fatica. Dopo lo sprint al rialzo registrato nel mesi estivi, nel quarto trimestre del primo anno di pandemia le famiglie perdono reddito disponibile per i consumi che, a loro volta, arrancano. La pressione fiscale sale fino al livello record del 52 per cento, spinta contemporaneamente dalla riduzione delle entrate delle amministrazioni pubbliche e dal consistente aumento delle uscite dovuto alle misure di sostegno messe in campo per fronteggiare l’emergenza virus. E i consumatori non possono che constatare un quadro «disastroso» e «peggio del- aspettative». Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre del 2020 diminuisce dell’ per cento rispetto al trimestre precedente. In calo anche i relativi consumi finali del 2,5 Di conseguenza, le famiglie tendono a risparmiare ancora di più. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è infatti pari al 15,2 per cento, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Più risparmio significa meno investimenti e, di fatto, il tasso di investimento delle famiglie consumatrici nel quarto trimestre è pari al 5,7 per cento. Scendono anche gli investimenti fissi del 2,7 Anche il tessuto economico delle amministrazioni pubbliche è sotto pressione. La pubblica amministrazione registra un indebitamento netto pari al 9,5 per cento del Pil, in netto peggioramento rispetto all’ del corrispondente periodo del 2019. Nonostante il calo del gettito, la pressione fiscale italiana nel quarto trimestre si attesta al livello record del 52 per cento, in crescita di 1,3 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel complesso del 2020 la pressione fiscale si attesta così al 43,1 per cento del Pil, in aumento rispetto al 42,4 del 2019. «L’Italia riprecipita nel tunnel della crisi» commenta il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona per cui «se si va avanti con il lockdown anche nel secondo trimestre di quest’anno il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà un miraggio». Preoccupati anche Federconsumatori, che segnala come i dati confermino «la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie», Codacons, secondo cui i dati Istat dimostrano che le misure di sostegno messe in campo dal Governo «si sono rivelate del tutto insufficienti»
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