16 Maggio 2009

“Le dimissioni? Una tattica da birichino che l’ha portato a un ottimo risultato”

«Le dimissioni? Una tattica da birichino che l’ha portato a un ottimo risultato»
 

 
Roma. Non può che ritenersi super soddisfatto il ministro della Pubblica amministrazione per quella che lo stesso premier Berlusconi ha definito la «rivoluzione Brunetta». Se si pensa che il ministro «anti-fannulloni» tre giorni fa aveva posto un aut aut al governo se non avesse presentato al Parlamento entro due giorni (sennò il ministro avrebbe lasciato l’esecutivo) il decreto legislativo delega. Brunetta aveva anche minacciato le dimissioni se la riforma non fosse diventata legge entro 2 mesi. E proprio sulle minacciate dimissioni è giunto in conferenza stampa il commento del premier. «Il ministro Brunetta ha messo in atto una tattica da birichino che lo ha portato a un ottimo risultato». A risultato ottenuto non sono però mancate le polemiche con l’opposizione a cui Brunetta ribatte seccamente. In particolare replicando a una presa di posizione critica di una esponente del Pd sulla class action. «Linda Lanzillotta ha perso un’altra occasione. Invece di fare polemica valuti i fatti». E i fatti, spiega Brunetta, sono che l’azione collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo gennaio 2010. Il ministro inoltre pone l’accento sul fatto che «solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità». Mentre finora si è dato «tutto a tutti». «Il ministro – dice la Lanzillotta – si rivela forte con i deboli e debole con i forti. Fa la faccia feroce con i dipendenti pubblici e si mette la coda tra le gambe di fronte all’alta burocrazia e alle società dello Stato, alle municipalizzate e a tutte le concessionarie di servizi pubblici». E il ministro replica che non c’è stato nessun cedimento, ma «solo volontà di fare presto e bene. Di fare cioè quello che né il governo Prodi né l’allora ministro Lanzillotta erano riusciti a fare e cioè introdurre norme di azione collettiva nel settore pubblico. Chi è dunque più cedevole ai poteri forti?». Polemico anche l’ex ministro del Lavoro, Damiano, che afferma di essere curioso di sapere da Brunetta «se sarà in grado di mantenere la promessa di presentare lunedì prossimo i decreti legislativi relativi alla pa». Damiano si riferisce al fatto che il parere della Conferenza Unificata con le autonomie locali deve precedere la presentazione del dl. «Dunque, o il ministro non sa quel che dice o sarà costretto a non rispettare la legge», attacca l’ex ministro.  Critico anche il Codacons secondo il quale il rinvio della class action segna «una sconfitta» per Brunetta. Il presidente Rienzi dice che «ci aspettiamo dimissioni immediate«. «Brunetta deve essere coerente. Così come aveva minacciato le dimissioni se non fosse passato il suo decreto, ora che è stato battuto sulla class action deve andare via».
 

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