Le compagnie d`assicurazione chiudono la porta
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fonte:
- Il Gazzettino
Le compagnie d`assicurazione chiudono la porta e vanno in trincea: «Non c`è spazio per nessuna trattativa con le associazioni dei consumatori sulla questione dei rimborsi Rc Auto», ha affermato il presidente dell`Ania, Fabio Cerchiai, in un`audizione alla Commissione Industria del Senato. «Non ci sono alternative, né transazioni possibili. Per noi non c`è il presupposto del danno – ha ribadito – e su questo non c`è dialogo. Sarebbe ingiusto prelevare a questo titolo anche un solo euro dai bilanci». E rifiuta l`appuntamento del 3 febbraio con i consumatori: «Non abbiamo nessun incontro in calendario».
Una chiusura netta che ha scatenato la reazione delle associazioni motivata anche dall`aumento dei costi per i risarcimenti dei sinistri, saliti, secondo Cerchiai, del 75\% dal `95 al 2000. Il numero uno dell`Ania ha espresso «grande preoccupazione per quello che sta accadendo, visto l`impatto economico drammatico che potrebbe avere sul sistema assicurativo qualora fosse fondata la richiesta di risarcimento, e una volta esperite le legittime resistenze». Poi la bocciatura della tesi dei consumatori: «L`inflazione non è un parametro che si può tenere presente perché il riferimento è il costo del risarcimento». Rispetto a questo, Cerchiai ha anche sottolineato di «augurarsi che un impatto positivo possa arrivare dalla recente riforma Rc Auto, anche se ancora non sono state emanate le tabelle di riferimento per le micro-lesioni». Secondo Cerchiai i costi medi per le compagnie di assicurazione in Italia sono più alti di quelli europei perché «c`è un`incidenza dei danni alla persona rilevante, più che doppia rispetto alla media europea».
Morbida l`Adiconsum: «Una eventuale soluzione negoziata con le compagnie sarà possibile solo dopo i pronunciamenti di merito della Cassazione e prevederà l`apertura di un tavolo istituzionale concertativo tra governo, consumatori, imprese e sindacati». Ad affermarlo è Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, che aggiunge «non ci meraviglia la chiusura dimostrata dal presidente dell`Ania». La soluzione auspicata da Adiconsum è quella di «un possibile bonus da portare in riduzione, sui rinnovi delle polizze Rc auto, agli utenti contrattualmente legati alle imprese condannate».
Secondo Elio Lannutti dell`Adusbef, che parla a nome di tutte le associazioni riunite nell`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), «il signor Cerchiai dimentica che il `cartello assicurativo`, che ha impoverito milioni di famiglie con aumenti ingiustificati pari al 96,5\% negli ultimi 6 anni, è già stato condannato da 3 gradi di giudizio (Antitrust, Tar e Consiglio di Stato) e dall`ultima limpida sentenza di Cassazione che ha riconosciuto il principio della risarcibilità dei giudici di Pace e non dei Tribunali».
Ieri sono state illustrate le prime due sentenze favorevoli agli assicurati emesse dai giudici di pace di Roma nei confronti di Unipol e Sai: le due sentenze sono rispettivamente per 250 e 507 euro, ma la questione riguarda complessivamente 38 milioni di utenti (che avranno diritto al rimborso solo se presenteranno ricorso) per una cifra complessiva di un miliardo e 300 milioni di euro che le compagnie assicurative dovranno pagare. Riccardo Libbi, segretario di Roma dell`Unione dei consumatori – che da settembre a oggi ha raccolto circa 250 mila richieste di rimborso del 15\% del premio assicurativo per le 17 compagnie multate dall`antitrust – ha sottolineato che le due sentenze dimostrano la corretta impostazione dei legali dell`unione che, a differenza di altre associazioni di consumatori, si stanno muovendo sulla richiesta di «ripetizione di addebito» e non di «risarcimento danni». Anche se per le cause inferiori a 516,46 euro non è richiesta l`assistenza di un legale ,l`unione ha raccomandato ai cittadini di desistere dalle pratiche «fai da te», propagandate in questi giorni, con la modulistica via internet «perché la controparte è costituita da lobbies agguerrite,che hanno una difesa tecnica che difficilmente il singolo consumatore è in grado di contrastare».
L`unione consumatori ha poi stigmatizzato il fatto che l`Ania possa firmare un accordo solo con le associazioni riunite sotto l`intesa, lasciando fuori 10 associazioni ugualmente rappresentative e la «coalizione dei consumatori» di cui l`unione fa parte con altre sette associazioni.
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