Le colombe «volano» all’ estero le uova di cioccolato fatte in casa Pasqua nel Veneto che risparmia
-
fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA – «Pasqua» per noi italiani evoca immagini suggestive: la rinascita, la salvezza, la primavera, … Nei secoli queste immagini si sono trasformate in tradizioni a cui pensavamo di non poter rinunciare: il pranzo con famiglia e amici, la gita fuori porta per Pasquetta, la colomba tagliata al centro della tavola, l’ uovo di cioccolato che i bambini non vedono l’ ora di rompere per scoprire la sorpresa custodita all’ interno. Ma la crisi non ha risparmiato nemmeno questa festività: è soprattutto la domanda di uova a crollare. Costano troppo, al punto che quest’ anno il pasticciere bellunese Giacomo Deon, rappresentante di categoria in regione, si è visto chiedere, invece di uno dei prodotti artigianali disposti in bella mostra alle sue spalle, dei coloranti artificiali. Racconta infatti al telefono, un po’ divertito: «Parecchie persone sono entrate in pasticceria chiedendomi come si fa a colorare le uova a casa. Acquistano i coloranti artificiali, oppure si accontentano dei miei suggerimenti «al naturale»: zafferano per il giallo, buccia di cipolla di tropea per il rosso, verde per il basilico, … Tutto a bollire in pentola e l’ uovo colorato è pronto!». Si salvano solo le uova con sorpresa personalizzata, ma quelle raramente finiscono sulla tavola della famiglia media. A resistere invece e «volare» alta sopra la crisi è, a sorpresa, la colomba. Il Nord ama quella tradizionale, il Centro e il Sud si riscoprono più golosi e preferiscono quelle farcite, ma tutti sono d’ accordo: alla colomba non si rinuncia. Eppure i prezzi si aggirano intorno ai 20-22 euro al chilo, anche dal panettiere, come ci tiene a precisare Nicola Trentin, il rappresentante di categoria questa volta dei fornai veneti: «Quest’ anno abbiamo registrato addirittura un aumento delle vendite pari al 10-12%. Proponiamo un prodotto di alta qualità e non abbassiamo certo i prezzi finito il periodo pasquale: quello che vendiamo, oltre ad essere tradizione è buono. E a prezzi più che onesti». Dello stesso avviso sono anche due produttori veneti rinomati in tutta Italia e nel mondo: Bauli e Loison. Il primo si avvantaggia del nome noto e del radicamento sul territorio per «giocare in casa»: «Sul mercato nazionale resistiamo bene. Si tratta di prodotti tradizionali: non c’ è molto da inventare, ma da lavorare su varianti dell’ originale e packaging accattivante», spiega il vicepresidente Michele Bauli. Il secondo invece, di stampo decisamente più artigianale, punta sull’ estero, nonostante si tratti di tradizioni squisitamente nostrane. «Per noi il mercato estero rappresenta il 45% delle vendite. Esportiamo in diversi Paesi, d’ Europa e nel mondo – dice il proprietario Dario Loison – Sono particolarmente orgoglioso della fetta di mercato che i nostri prodotti hanno conquistato in Brasile, l’ unico paese estero dove esiste una tradizione simile alla nostra di panettoni e colombe. Là il nostro prodotto viene venduto ad un prezzo quasi pari ad uno stipendio mensile medio, eppure la qualità e l’ esclusività premiano sempre». Ma allora la famiglia media, quella duramente colpita dalla crisi, dentro e fuori dal Veneto, come affronta la Pasqua, a parte rinunciare ad una scorpacciata di cioccolato? La risposta arriva dal settore della ristorazione. Erminio Alajmo, presidente dell’ associazione provinciale Pubblici esercizi di Padova, è solo una delle tante voci del coro. In un comunicato stampa di pochi giorni fa annunciava: «La perdurante crisi economica sta fiaccando la speranza di una ripresa, ma noi operatori della ristorazione ci stiamo impegnando per far vivere ai nostri clienti una Pasqua serena a tavola, coniugando qualità e prezzi contenuti». La tradizione del pranzo in trattoria dunque subisce uno scossone e i ristoratori corrono ai ripari: c’ è chi sostituisce lo spiedo all’ agnello, altri abbassano il prezzo fisso del menu pasquale e altri ancora fanno credito ai clienti di sempre. Tutti percepiscono chiaramente la crisi e anzi, la Pasqua è l’ occasione imperdibile per puntare a fare il tutto esaurito in sala, anche se non è più una certezza. Il Codacons parla infatti di un calo del 15% dei consumi: la tradizione allora in qualche modo resiste, seppur incassando qualche colpo. Chiara Signoria RIPRODUZIONE RISERVATA.
chiara signoria
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
