Le code di stranieri salvano i saldi estivi «Affari su del 9%»
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fonte:
- Libero
Che la giornata sarebbe stata caratterizzata dal segno positivo lo si era capito già dalla mattinata. Al di là delle ormai consuete code davanti alle vetrine di Montenapoleone, dove decine di persone hanno atteso pazientemente l’ apertura della boutique preferita, un po’ tutte le strade commerciali più importanti hanno registrato fin da inizio giornata un afflusso di persone che non si vedeva da tempo. Alla fine, il primo giorno di saldi all’ ombra della Madonnina si è chiuso con un incremento medio delle vendite del 9% rispetto allo scorso anno. E con un dato in netta controtendenza rispetto al resto d’ Italia, dove secondo le rilevazioni dell’ associazione dei consumatori Codacons si è registrato un calo delle vendite tra il 12 e il 17% rispetto al 2012. Complici sconti molto forti fin dalla prima ora, con diversi commercianti che già ieri sono arrivati a ridurre del 70% i prezzi di alcuni articoli, i milanesi che si sono dedicati allo shopping dopo un periodo di astinenza forzata sono quindi stati molti. Se nel Quadrilatero della moda la presenza di italiani e stranieri è sembrata in linea con quella dello scorso anno, in corso Buenos Aires si è registrato un vero e proprio assalto al saldo. «Abbiamo rivisto parecchia clientela italiana, che non si vedeva da mesi», conferma Gabriel Meghnagi, presidente di AscoBaires, «e le vendite sono andate sicuramente al di sopra di quelle che erano le attese. Rispetto allo scorso anno abbiamo avuto un incremento intorno al 10%, anche se bisogna tenere conto che il blocco delle promozioni nel mese che ha preceduto l’ inizio dei saldi ha sicuramente avuto un suo peso». Tanta gente anche in corso Vittorio Emanuele e nelle altre vie del centro, dove «è andata meglio di quanto pensassi», ammette Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo. «Certo, lo scontrino medio è sicuramente un po’ più basso dello scorso anno (10% in meno secondo le stime di Confesercenti, ndr), ma il fatto che si sia di nuovo vista un po’ di gente, dopo che nei fine settimana di giugno sembrava che il centro di Milano si svuotasse, è sicuramente un dato positivo». Che poi qualche via possa aver fatto eccezione rispetto al trend positivo, è inevitabile. Ma, nel complesso, «si è lavorato molto bene nonostante il caldo», conferma Luigi Ferrario, presidente del coordinamento \u201cVie dello shopping\u201d, 1.500 esercizi da via Dante a via Padova. Un primo segnale positivo che non fa però abbassare la guardia ai commercianti, dopo un periodo primaverile nel quale le vendite di abbigliamento in città hanno registrato un calo tra il 10 e il 20% rispetto al 2012. «La voglia di comprare c’ è, ma il rischio è che in questo periodo il fenomeno si spenga un po’ in fretta», spiega Ferrario. «Vediamo se l’ effetto si mantiene nel periodo successivo ai primi giorni».
dino bondavalli
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