23 Agosto 2002

«Le cifre sono lontane anni luce dal Paese reale»

«Le cifre sono lontane anni luce dal Paese reale»

Aduc: il prezzo triplica nel passaggio dal produttore al negozio.
I ricarichi sono esorbitanti

I consumatori contestano l?Istituto di Statistica.
Coldiretti: caro frutta e verdura colpa delle assicurazioni

L`IPOTESI di un nuovo paniere e di una revisione del sistema d`indagine dell`aumento dei prezzi è quello che già da diversi giorni propongono le associazioni dei consumatori. Alcune di esse hanno addirittura aderito al progetto di Eurispes che prevede il varo di un nuovo paniere statistico, alternativo a quello dell`Istat ritenuto inattendibile. E sui dati delle città campione, di conseguenza, il giudizio è stato netto: «La situazione è molto più grave di quella rappresentata dall`Istat e non può essere affrontata solo attraverso la costituzione di osservatori e di varie vigilanze della polizia annonaria», dicono in coro Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons, riuniti sotto l`Intesa Consumatori e che tornano a chiedere, oltre a panieri alternativi, interventi al governo sulle tariffe. Per la precisazione aumenti dai 720 e 1.120 euro in più l`anno. A pagare 720 euro in più l`anno sono gli ultra 65enni con un reddito da 18.000 euro; per le famiglie medie con un reddito da 26.400 l`aumento parla di 950 euro che diventano 1.120 euro per le famiglie numerose con un reddito da 30.000 euro. E a pesare negativamente sul bilancio familiare sono l`aumento dei prezzi nel settore alimentare, degli alberghi e dei ristoranti e dell`Rc auto.
«E con gli aumenti vertiginosi di frutta e verdura l`euro non c`entra. Sono i commercianti i veri responsabili dell`ascesa inarrestabile dei prezzi». L`associazione di consumatori Aduc ha fatto un?indagine in alcuni mercati di tutta Italia. Il risultato: sulle bancarelle alcuni prezzi crescono a ritmo esponenziale. Troppo per dare tutta la colpa all`euro. L`Aduc mette sul banco degli imputati commercianti e intermediari. A dimostrazione della sua tesi, l`Aduc ha esaminato i prezzi, da giugno 2001 a giugno 2002, pagati al produttore cioé all`agricoltore, di 12 prodotti ortofrutticoli di stagione, rilevati dall`Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). «Non solo non ci sono stati aumenti, ma ben 7 prodotti sui 12 esaminati hanno avuto una diminuzione dei prezzi pagati al produttore, – si osserva – uno è rimasto stabile e solo 4 sono aumentati».
Polemica anche la Coldiretti che denuncia come i prezzi pagati agli imprenditori agricoli per frutta e verdura estive registrano un calo generalizzato, rispetto all`anno scorso, in quasi tutte le categorie di prodotto, «ma tendono ad aumentare di 3-4 volte quando giungono nelle mani dei consumatori attraverso la vendita al dettaglio». Inoltre sui rincari peserebbero in parte anche i costi delle polizze per i danni da eventi atmosferici che nell`ultimo anno hanno registrato aumenti tra dal 10-15% con punte fino al 40-50%.
Dai dati alla previsione sulle conseguenze. Gli aumenti causati dall`inflazione stanno compromettendo i consumi e, di conseguenza, lo sviluppo economico: perciò il governo deve «prendere in considerazione l`ipotesi di congelare le tariffe e chiedere a commercio, banche e professioni di ridurre gli aumenti già attuati» chiede il segretario generale dell`Adiconsum, Paolo Landi.
Quanto ai commercianti, prosegue Landi, «i commercianti non possono gridare al lupo quando loro sono i primi responsabili di questo rialzo dell` inflazione con aumenti del 5%, 10%, 20%, speculando sull`aspetto psicologico e sulle difficoltà a controllare i prezzi del cambio della moneta». Ma un atteggiamento responsabile – conclude il segretario dell`Adiconsum – occorre anche dalle istituzioni locali, Regioni e Comuni, che in questi ultimi mesi hanno anch`essi aumentato in modo considerevole le tasse locali che, come è noto, non viene rilevato dal paniere dell`Istat, ma che incidono sul bilancio della famiglia«.

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