Le categorie: «Norma fatta male»
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Pos per tutti i pagamenti superiori ai 30 euro? Alle associazioni di categoria, che rappresentano il commercio, gli artigiani e i liberi professionisti della provincia di Treviso, il provvedimento entrato in vigore ieri non piace. C’ è chi lo interpreta come l’ ennesimo escamotage per arricchire le banche svuotando le tasche oramai vuote dei più piccoli. Chi ritiene che non servirà a sconfiggere l’ evasione. Chi pensa che servirà solo a far nascere contenziosi tra clienti ed esercenti visto che multe in caso di mancato pagamento non sono previste. «Tra gli associati di Confesercenti Treviso si può tranquillamente stimare che almeno il 40% oggi è sprovvisto di Pos» commenta Sabino Frare, di Confesercenti Treviso, «questo nuovo obbligo può arrivare fino a trecento euro l’ anno per ciascuna attività. In un periodo così difficile non è affatto una spesa da poco. Non si capisce il senso di un intervento del genere: dotare di bancomat attività che commerciano caramelle o caffè, o comunque beni non onerosi complica solo le cose, ma non serve a sconfiggere l’ evasione». Anche Guido Pomini, presidente di Confcommercio Treviso storce il naso. «Sono portato a leggerlo come un provvedimento a favore della banche. Se non è così lo dimostrino, abbassando le tariffe per l’ affitto del Pos, delle transazioni e del traffico dati. Per le attività più piccole, in cui i margini sono risicatissimi utilizzare questo sistema di pagamento rischia di avere impatti finanziari altissimi». E mentre Codacons invita tutti i consumatori a rifiutarsi di pagare importi superiori a 30 euro in contanti e farsi mandare il conto a casa, anche Renzo Sartori, presidente di Confartigianto Treviso la definisce una vergogna. «In questi giorni siamo sommersi di telefonate. Il caso emblematico è quello di un manutentore, nella sua azienda ha 8 ragazzi che si muovono su otto furgoni diversi. Deve per caso dotarli tutti di Pos? Poi considerato il fatto che non ci sono sanzioni, l’ unica possibilità è che si aprano contenziosi con il cliente che può rifiutarsi di pagare. Va bene la tracciabilità dei pagamenti, ma non così». «Un provvedimento monco che crea solo confusione» afferma Alessandro Bonzio, presidente Ancl Veneto. (s.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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