1 Maggio 2003

Le cartelle pazze anche ai deputati

I CONSUMATORI PRONTI A FAR PARTIRE LE CAUSE

Le cartelle pazze anche ai deputati



ROMA.

Le cartelle pazze sono arrivate anche ai parlamentari. Chi è causa del suo condono riscuota se stesso, verrebbe da dire. E? il caso di Giorgio Benvenuto che con il fisco ha davvero a che fare, visto che è membro della Commissione Finanze della Camera, è stato anche sottosegretario e quindi senza stupirsi più di tanto può anche permettersi di dire che «queste cose sono sempre successe». Ma è anche il caso di decine di impiegati a Montecitorio e di altri deputati. Nel corso di un incontro con la stampa promosso dall`Intesa dei Consumatori, è stato proprio Benvenuto a svelare il fenomeno bipartisan: ai concessionari della riscossione non risultavano versate dal sostituto di imposta, la Camera, le ritenute fiscali sugli stipendi, invece regolarmente pagate. «Le cartelle in un primo momento sono arrivate ad esponenti dell`opposizione e molti pensavano ad una sorta di ritorsione politica. Poi – ha proseguito Benvenuto – sono arrivate a deputati di An e Forza Italia, e allora… si è sospettato che il ministro Tremonti fosse d`accordo con la Lega. Ma quando gli avvisi hanno colpito anche leghisti, allora tutti si sono convinti che si trattava solo di un marchiano errore». Benvenuto, che può contare su una moglie che conserva tutti i documenti dal 1962, e colleghi sembrano prenderla con filosofia. Nel Transatlantico è diventato argomento di discussione «Ti è arrivata? A me sì.. E a te?». Lettere, che Benvenuto definisce «dal tono minaccioso», invitano a regolare multe di macchine vendute dieci anni fa o un conto con il fisco da 80 euro, pagabili in due rate, risultato della mora per pagamenti avvenuti in ritardo di un giorno. Persino il ministro Tremonti, interrogato, non conferma ma nemmeno smentisce. Non sono dello stesso umore invece le associazioni dei consumatori. Ieri l?Intesa ha annunciato che denuncerà i concessionari della riscossione se non sarà posto subito rimedio. Ovvero: annullamento di tutte le comunicazioni inviate, rinvio a tutti i contribuenti di nuove comunicazioni, senza errori, rimborso o un bonus fiscale delle somme già pagate e non dovute dai contribuenti, possibilità di aderire al condono suddividendo il pagamento dei ruoli pregressi in cinque rate. I reati contestati sono appropriazione indebita, violenza privata e minacce. In una diffida inviata all?Ascotributi, all`Agenzia delle Entrate e al Ministero dell`Economia, i consumatori stimano in 1.750 milioni di euro il danno arrecato ai contribuenti dalle cartelle pazze. Secondo l`Intesa Consumatori, gli avvisi irregolari hanno interessato 3 milioni e mezzo di cittadini, con un danno medio computato in 500 euro ciascuno: «Il Governo potrebbe accordare un risarcimento – ha spiegato l`Intesa in una conferenza stampa – anche attraverso un bonus fiscale sulle future imposte». L?associazioni degli artigiani di Mestre e il suo attivo centro studi si spingono oltre e chiedono una tregua fiscale che congeli «le centinaia di migliaia di avvisi pazzi inviati ai contribuenti italiani in queste ultime settimane» e la compensazione con la prossima tornata fiscale. L?opposizione spinge per un nuovo allungamento dei tempi del condono.

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