Le buone regole da seguire. In bici e a piedi
-
fonte:
- Modena Qui
Le buone regole da seguire. In bici e a piedi
Un pedone o un ciclista al giorno investito e ferito in città.
Una ‘strage degli innocenti’ visto che nel 2010 tra pedoni e ciclisti si contano 6 morti (1 in bicicletta e cinque in strada) e 370 feriti (241 ciclisti e pedoni).
Una situazione allarmante.
Lo ha sottolineato il difensore civico comunale nella sua relazione annuale, dove invita l’amministrazione ad intensificare gli interventi di prevenzione: più informazione e più sanzioni contro i comportamenti scorretti.
Chiaro il messaggio: «Si potrebbe intervenire a comparti, soprattutto nelle ore di non luce, prima informando sui pericoli ed invitando a comportamenti consoni e, – chiede il difensore -, poi sanzionando».
Bastone e carota.
Stesso discorso per le strisce pedonali, «insistere con più campagne informative e attività sanzionatorie», dove si mettono in risalto le situazioni critiche, pur riconoscendo che il Comune è intervenuto in alcune strade come «l’incrocio tra le Vie Medaglie d’Oro e Sigonio e l’attraversamento pedonale di Viale Fabrizi».
Ma su questo tema c’è tanto da fare, come conferma il bollettino di morti e feriti e un dossier della Codacons.
In particolare per quanto riguarda gli attraversamenti ciclabili.
Si tratta delle corsie riservate ai ciclisti e contigue alle strisce pedonali.
Secondo legge, spiega Fabio Galli della Codacons, devono essere: «Di un metro per un senso di marcia e di due per doppio senso».
Questa disposizione da più garanzie perché in alcuni attraversamenti gli spazi sono minori e quindi fuori norma.
«A Modena ci sono corsie a 40 centimetri quindi la persona incompetente magari sfora, e non conosce le conseguenze: che se gli va bene si traduce in un concorso di colpa».
Oltre ad essere investito la beffa di non essere tutelato giuridicamente.
Ma i problemi non finiscono qui: «Molti ciclisti non sanno che sulle zebre non si può andare.
E’ vietato.
Bisogna scendere dalla bici e spingerla», insegna Galli.
Rispettare questa regola è fondamentale perché se si viene investiti in sella alla bici la colpa è del ciclista e se la corsia di attraversamento è minore di un metro «si può ottenere al massimo il concorso di colpa».
In parole povere bisogna fare a norma gli attraversamenti ciclabili e sensibilizzare i ciclisti: «Manca l’informazione, l’amministrazione pubblica deve avere desiderio di informare – spiega Galli – perché molti anziani non hanno la patente, non conoscono bene il Codice della strada e quindi non sanno che è vietato attraversare in sella le strisce pedonali».
Quindi il sindacato dei consumatori ha chiesto e chiede al Comune «di allargare le corsie per non far correre il rischio di sconfinare e poi una campagna per informare, in particolare gli anziani, sui diritti di attraversamento.
Molti incidenti che coinvolgono i ciclisti dimostrano quanto poco sia conosciuta questa norma del codice della strada».
Queste le proposte.
Poi una considerazione tecnica sugli investimenti dei ciclisti sulle strisce: «L’automobilista di solito è abituato a fermarsi quando il pedone inizia l’attraversamento e ha un certo lasso di tempo.
Il ciclista, invece, arriva veloce, per esempio sui 20 km orari e l’automobilista è meno preparato temporalmente a frenare – sostiene Galli -.
I tempi di ingombro della sede stradale sono diversi e hanno delle conseguenze.
Per questo il codice della strada dice che quando si attraversa si cammina, non si corre».
Quindi abbassare la velocità, pedoni e ciclisti, quando si attraversa la strada nonostante le strisce.
Camminata attenta anche perchè, a volte, la visibilità degli automobilisti non è totale per auto parcheggiate male, traffico o altri ostacoli visivi.
Quindi se da un lato il Comune deve ridurre le situazioni di pericolo e aumentare l’informazione, dall’altro i cittadini devono stare molto attenti quando sono sulle zebre e se mancano gli attraversamenti ciclabili: scendere dalla bici e spingerla a mano.
Gian Basilio Nieddu
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
