28 Dicembre 2010

Le buche comasche sul tavolo della Procura

Doppio esposto del Codacons: verificare la qualità dei materiali utilizzati
 

 
Le buche sulle strade comasche finiscono in Tribunale: omissione d’atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti.
Ipotizzando che Provincia, Comuni e Anas abbiano commesso questi reati, il Codacons annuncia che presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Como.
L’associazione a tutela dei consumatori chiede ai magistrati di verificare se, dietro la situazione disastrosa in cui versavano (e versano tuttora) le strade comunali, provinciali e statali non vi siano omissioni o mancanze degli enti che le gestiscono: Comuni, Provincia e Anas.
Il Codacons presenterà lo stesso esposto anche alla Procura di Milano.
«Sono stati sufficienti tre giorni di pioggia per rendere le strade della Lombardia (da Milano a Como) uno sfacelo, un colabrodo – si legge nella nota dell’associazione, guidata a Como da Mauro Antonelli – Nessuno ha riparato le buche che si sono aperte nei giorni che precedevano il Natale».
Milano e Como sarebbero «le due città da dove è pervenuto il maggior numero di segnalazioni» degli automobilisti che, specie nel capoluogo lombardo, «hanno trascorso i giorni del 24, 25 e 26 dicembre a fare lo slalom tra fosse e voragini nell’asfalto. Nessuna strada si è salvata: comunali, provinciali, statali, urbane, extraurbane. Le cose sono andate meglio in autostrada grazie alla presenza di asfalto drenante».
Il Codacons minaccia, o meglio, promette di presentare un esposto anche alla Corte dei Conti per accertare che «la qualità degli asfalti sbriciolati corrisponda a quella degli appalti» e «quale sia la qualità originaria prevista dagli amministratori».
L’associazione consiglia, a chi dovesse danneggiare l’auto a causa di una buca, di restare sul posto e chiamare i vigili oppure di fotografare con il cellulare la voragine prima che venga coperta.
La replica
Pietro Cinquesanti, assessore provinciale alla Viabilità, ieri era impossibile da raggiungere telefonicamente. Così è toccato a Stefano Molinari, assessore comunale, rispondere indirettamente alle accuse del Codacons. «Ogni libera associazione può fare quel che vuole, ma noi abbiamo la coscienza a posto. C’erano cartelli ovunque. Abbiamo provveduto a segnalare ciascuna buca. Purtroppo in questi tre giorni ha piovuto, e con l’acqua non si può asfaltare. Nonostante la forte pioggia, siamo intervenuti per alcune sistemazioni d’emergenza, ma a causa del maltempo le buche si sono riformate. Stamane (ieri, ndr), senza pioggia, tutte le ditte incaricate erano al lavoro. E per dimostrare che siamo in buona fede, invito chi ha danneggiato l’auto in una buca a chiedere risarcimento al Comune».
Palazzo Cernezzi informa poi che le vie Oltrecolle, Napoleona, Bixio, D’Annunzio, Statale per Lecco, Canturina, Madruzza, Manzoni, Ambrosoli, Giulio Cesare e per Cernobbio sono quelle che hanno presentato i maggiori problemi.
La città è stata suddivisa in sette comparti, ciascuno dei quali assegnato a un’impresa con una singola gara. L’appalto per la manutenzione straordinaria dura tre anni, è partito a dicembre e costa ai contribuenti 3 milioni e 160mila euro.
Per la sistemazione di una buca, i comaschi sborsano 36 euro, ai quali ne vanno aggiunti 18 se l’intervento è eseguito di notte o in un giorno festivo.
 

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