Le bollette di luce e gas schizzano alle stelle grazie alle tasse verdi
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fonte:
- Libero
…) ha spiegato l’autorità dell’energia (Arera) che a tarda notte ha rifatto tutti i calcoli, le tariffe del prossimo trimestre sarebbero salite del 20%. L’abbiamo scampata bella? Macché. I prezzi della luce sono schizzati del 9,9%, quelli del gas addirittura del 15%. L’aumento è mostruoso e peserà in maniera non indifferente sulla spesa delle famiglie. Secondo l’Arera, che mette nel calderone anche i ribassi di molti mesi fa, l’incremento annuo sarà di 62,4 euro. Ben diverso il calcolo del Codacons, che parla di 197 euro in più e dell’Unione consumatori, secondo cui l’aggravio sarà di 214 euro. Cifre che faranno balzare l’inflazione, spiega la società di analisi economiche Althesys, dell’1,77% già nei prossimi tre mesi. Insomma, un macigno sulla ripresa. Ma al di là della girandola di numeri, resta il fatto che un balzo così raramente si era visto. La domanda è: come diamine è stato possibile? Certo, sappiamo bene che le nostre bollette sono da sempre le più alte d’Europa per il peso incredibile che gli oneri impropri, principalmente finalizzati a sovvenzionare rinnovabili e “assimilate”, continuano ad avere sul costo finale. Sull’elettricità se ne va in questo modo oltre il 10% della spesa, percentuale che scende al 5% per il gas. MATERIE PRIME Se poi ci aggiungiamo le imposte e i costi di trasporto e gestione scopriamo che quasi metà bolletta è costituita da voci che nulla hanno a che fare con le materie prime. Ma questa volta, ci spiegano i tecnici dell’autoritàautorità, sono proprio loro ad aver fatto impennare i prezzi, anche perché i soldi stanziati dallo Stato sono andati a compensare gli oneri generali di sistema di cui sopra. Bene. Del resto, che la ripartenza dell’economia in atto da qualche mese in Italia e nel mondo abbia avuto come effetto quello di gonfiare le quotazione dei combustibili fossili utilizzati per la produzione di energia è abbastanza noto. Normale? Inevitabile? Fino ad un certo punto. Che una maggiore richiesta faccia aumentare i prezzi è una legge economica. In Europa, però, è successo qualcosa di di-verso. «La forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche», scrive l’Arera, «risulta sempre più correlata con il prezzo della C02, che nel mese scorso si è attestato oltre i 50 euro per tonnellata».La storia è lunga, ma la facciamo breve. Qualche giorno fa, sulla spinta dei seguaci di Greta, è diventato legge in Europa l’aumento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, passando da un obiettivo iniziale di -40% rispetto alle emissioni del 1990 ad un nuovo obiettivo del -55%. Ed ecco il risultato: poiché chi inquina deve comprare permessi di emissione di CO2 per restare sotto i limiti consentiti e poiché bisogna inquinare sempre meno e bisogna farlo sempre più in fretta, il prezzo di questi certificati verdi sta andando alle stelle con una velocità impressionante. Nel 2017 valevano circa 10 euro per tonnellata, lo scorso gennaio circa 30 euro ed ora sono schizzati sopra i 50, con l’impatto su luce e gas che ci becchiamo per i prossimi tre mesi. Volete sapere qual è la previsione dei fondi speculativi (che ormai scommettono su questi prodotti più che sui bitcoin)? Arriveranno almeno a 100 euro entro la fine dell’anno.E le ripercussioni non saranno solo sulle bollette, ma su tutte le attività produttive, con esiti difficilmente prevedibili. Si dice spesso che i pasti non sono mai gratis, pure le transizioni ecologiche, a quanto pare, non scherzano.
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