18 giugno 2017

«Qui le ‘bionde’ possono entrare» Si accende la sfida sulle sigarette

la maggioranza dei bagnini contrari all’ ordinanza di sirolo
di MARIO GRADARA DOPO il divieto del sindaco di Sirolo di fumare sull’ arenile, si accende la polemica anche a Rimini. «Non spegnete le bionde», sorride Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini Rimini Sud e titolare del bagno 62, uno dei tredici che formano il network ‘Le spiagge’. Abbiamo fatto un piccolo viaggio tra i divieti più curiosi (alcuni rispettati, altri meno) in vigore in riva al mare. Partiamo dalla sigaretta: «Noi siamo per una spiaggia molto libera e aperta – prosegue Vanni -, senza particolari veti e prescrizioni. Certo, qualche maleducato che fuma il sigaro a due passi da altre persone dell’ ombrellone vicino c’ è sempre, ma rispetto al passato la situazione è decisamente migliorata, c’ è più attenzione. Mi sembrerebbe eccessivo vietare di fumare in un grande spazio aperto quale una spiaggia». Eppure Moreno Misiti, sindaco di Sirolo, la perla del Conero, la pensa diversamente. «Smoke-free parks and beaches»; parchi e spiagge liberi dal fumo, s’ intitola il progetto sostenuto da una sua ordinanza. Complimenti al sindaco vengono dal Codacons, l’ associazione consumatori: «Vietare il fumo in spiaggia è una forma di tutela verso chi non fuma – attacca il presidente Marco Maria Donzelli – e non deve essere costretto a respirare il fumo passivo del vicino di ombrellone. Invitiamo tutti i sindaci di lcoalità di mare ad adottare provvedimenti analoghi, dimostrando sensibilità per la salute pubblica e senso civico». «Io non fumo, e in spiaggia c’ è il problema dei mozziconi – dice Gianni Pulazza, presidente Consorzio ristorbar – ma non voglio ghettizzare i fumatori, che ormai non sanno più dove accendersi una sigaretta in santa pace. Se continuiamo così arriveremo agli ombelloni per fumatori e quelli ‘smoke free’». «CONCORDIAMO con il sindaco di Sirolo – dicono invece dal bagno 82 -. La spiaggia è un posto pubblico, ci sono i bambini, magari nell’ ombrellone a fianco. Il fumo andrebbe vietato». Tra i (non tanti) divieti riguardanti l’ arenile, il principale è il divieto di accedervi di notte. Veto diurni: sdraiarsi su teli da mare sulla battigia (20 metri dall’ acqua in zona Sud, 5 metri in zona Nord); fare ‘giochi pericolosi’ per l’ incolumità pubblica al di fuori delle aree preposte (racchettoni, calcetto e volley, bocce, giochi con la palla in genere), gavettoni, accendere fuochi, portare a spasso o far nuotare cani o animali. Ma anche attraccare con barche o mezzi nautici al di fuori delle apposite corsie di atterraggio, vendere bevande o frutta (a partire dal cocco), campeggiare, il vetro da asporto, fare massaggi, tatuaggi, e commercializzare merci, a meno si sia in possesso di specifica autorizzazione.