10 Gennaio 2017

«Le banche tornino a collaborare con noi»

«Le banche tornino a collaborare con noi»
de bortoli: «offerta congrua». conte: no, è inaccettabile

Veneto Banca e Popolare di Vicenza hanno fatto la loro proposta. Ora la palla passa ai soci: toccherà a loro decidere se aderire o meno alla transazione. Ognuno dovrà fare i propri conti, ma già si prospettano orientamenti variegati, con, ad esempio, le associazioni de consumatori, compatte nel bocciare l’ ipotesi, mentre alcuni soci eccellenti si mostrano più possibilisti. Valter De Bortoli, azionista dell’ istituto di Montebelluna, dove ha sede la sua DB Group, specializzata in logistica e spedizioni internazionali, sottolinea come si tratti comunque di una scelta in cui ci si rimette parte del proprio patrimonio. Al tempo stesso, calcolatrice alla mano, fa professione di realismo: Ai valori attuali, per arrivare a 5 euro (ristorno medio per chi ha acquistato intorno ai 30 euro, ndr), sarebbe necessario un incremento del 5mila per cento. Oggi, con i tassi bassissimi e rendimenti dei titoli di Stato ai minimi, tutte le banche fanno molta fatica a fare utili e dunque ad aumentare il patrimonio. Guardando in prospettiva, insomma, prima di tornare al livello del prezzo di recesso o anche di questa proposta, deve passarne di acqua sotto i ponti. Un altro imprenditore (ed azionista) trevigiano, Luciano Mazzer, presidente di Iwis (multinazionale attiva nel settore dei prodotti per l’ edilizia), rimarca: Ben venga ogni operazione a favore dei piccoli risparmiatori. Il vero problema, tuttavia, è un altro: che le banche tornino al più presto, collaborando con il sistema imprenditoriale, a creare valore per il nostro territorio. Di tutt’ altro tenore, invece, la posizione del Codacons: Si tratta di proposte inaccettabili, un’ elemosina nei confronti di migliaia di risparmiatori traditi esclama il presidente regionale Franco Conte -. Rispediamo con forza al mittente le offerte di Bpvi e Veneto Banca, un’ offesa nei confronti di una pluralità di soggetti che, senza alcuna colpa, hanno subito perdite economiche ingenti. Siamo però disposti a trattare con entrambi gli istituti per arrivare a rimborsi che tengano conto delle diverse situazioni: è evidente infatti che un piccolo risparmiatore che aveva riposto fiducia nelle due banche, affidandogli i risparmi di una vita, non può essere trattato al pari di speculatori che giocano con le azioni. In tal senso confidiamo in Atlante. Anche il Movimento consumatori non si accontenterà di meno di un rimborso integrale: «Sono gravissime ed estremamente diffuse le irregolarità riscontrate nella vendita delle azioni e delle obbligazioni convertibili spiega Paolo Fiorio, coordinatore dell’ Osservatorio credito e risparmio dell’ organizzazione, che assiste un migliaio di soci delle ex popolari venete – per questa ragione, sarebbero assolutamente incongrui i rimborsi intorno al 15% di quanto perso». © riproduzione riservata.
mattia zanardo

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