Le banche sono care e inefficienti Ma schiacciano i clienti col loro potere
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fonte:
- Libero
Caro Besana, ormai sembra che i clienti non abbiano più alcun diritto. Di recente ho ricevuto una comunicazione dalla mia banca, che preferisco non citare, in cui mi veniva riportato che, per motivi interni alla politica dell’ istituto di credito, il mio conto corrente era stato trasferito in un’ altra filiale. Come diretta conseguenza, mi sono ritrovato con un nuovo codice Iban. Per quieto vivere ne ho preso atto e mi sono limitato a notificare ai vari enti che avevo un nuovo codice, se non altro per essere sicuro di ricevere lo stipendio (sono un dipendente statale). Dopo poco tempo ho ricevuto un’ altra comunicazione in cui mi si diceva che il mio conto corrente era stato riportato nella filiale originaria. A questo punto sono andato a chiedere spiegazioni. Mi pareva una presa in giro. In banca mi sono sentito dire che l’ istituto di credito aveva perso una causa con l’ antitrust per un eccessivo numero di filiali presenti nel territorio del Comune di Milano. Quindi, non solo ho capito si stavano "divertendo" a spostare i soldi dei clienti degnandosi appena di comunicare loro l’ avvenuto a cose fatte, ma mi hanno anche riferito che, in ogni caso, avrei dovuto cambiare banca a breve. Questo significa che nel giro di circa sei mesi avrò cambiato Iban almeno tre volte. Penso che siano intuibili le scocciature che ne derivano e il rischio che il mio stipendio si perda nei meandri della burocrazia, vista la prontezza della pubblica amministrazione. Quasi quasi sono tentato di rivolgermi al Codacons, mi sembra impossibile che un cliente possa essere trattato in questo modo senza venire nemmeno consultato. Ormai si ha l’ impressione che siano le banche a dettar legge.
Caro Mucci, purtroppo la sua non è soltanto un’ impressione: i piccoli clienti, cioè quasi tutti, sono indifesi davanti allo strapotere (e alla strafottenza) delle banche, che offrono pessimi servizi a prezzi esorbitanti, anche per la semplice tenuta d’ un conto corrente. L’ idea di rivolgersi a un’ associazione di consumatori non è da scartare: forse non servirà, ma è sempre meglio che subire e tacere.
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