20 Gennaio 2018

«Con le banche imparate a trattare»

conti correnti più cari del 40%. ecco come difendersi dai rincari
di MONICA PIERACCINI A FIRENZE, nel 2017, i conti correnti sono rincarati mediamente del 40%. Lo dice Codacons Toscana, che segnala una serie di aumenti per chi tiene i propri risparmi in banca. Secondo uno studio di Sostariffe.it, dal 2013 al 2017 l’ incremento medio è stato di 36 euro. Rincari che Codacons prevede aumentino anche nel corso del 2018, mediamente 18 euro in più. Come fare, allora, per difendersi? «Prima di tutto, bisogna reagire. Non rapportarsi alla banca con deferenza, ma trattare. Perché c’ è concorrenza, ci sono tanti istituti di credito a cui rivolgersi», risponde Silvano Bartolini, esperto bancario del Codacons Toscana. «Così, quando arriva la comunicazione dalla propria banca di rincari sulle varie operazioni, è bene rivolgersi alla filiale e fare presente che facilmente si può chiudere il conto e riaprirlo in una banca che applica le condizioni migliori». Come si cambia compagnia telefonica, perché ci fa un’ offerta più adeguata alle nostre esigenze, così si può fare con le banche. «Senza avere paura, perché non si corrono rischi», sottolinea l’ esperto Codacons. Il consiglio, in caso non si disponga di cifre altissime, è di tenere tutti i risparmi su un unico conto corrente, perché altrimenti diventa complicato gestirli. «Dopo aver valutato attentamente le proposte di altre banche, anche quelle online, che sono molto economiche, non c’ è ragione di lasciare il conto corrente presso la banca nella quale le commissioni sui prelievi o sui bonifici costano di più al risparmiatore», afferma Bartolini. E il conto si può spostare anche se c’ è un mutuo o un finanziamento in corso. «Anche in questo caso – sottolinea – la cosiddetta surroga del mutuo consente di risparmiare moltissimo, 40 o 60mila euro sull’ importo dovuto». NEI PAESI del nord Europa, rinegoziare il mutuo con un’ altra banca è cosa frequente. Si fa anche due o tre volte su un arco temporale di 25 anni. «Da noi manca la cultura finanziaria. I risparmiatori non sanno come muoversi, sono conservatori, hanno ancora paura di entrare in una banca. Si approcciano all’ istituto di credito con senso di inferiorità ed è una cosa sbagliatissima», ribadisce l’ esperto del Codacons Toscana. «Il decreto Bersani del 2007 – conclude Bartolini – vale per le banche come per i gestori telefonici. Dunque, bisogna cambiare. Informarsi, valutare, trattare con il proprio istituto di credito, che può anche venirci incontro, personalizzando i servizi, e se non lo fa l’ alternativa è cambiare banca, senza remore».

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