31 Dicembre 2016

Le banche affossano Piazza Affari

Le banche affossano Piazza Affari
bruciati 43 miliardi. milano chiude l’ anno nel gruppetto di coda dei listini mondiali: -10%

ROMA L’ annus horribilis delle banche italiane si abbatte su Piazza Affari, che chiude il 2016 con 42,7 miliardi di capitalizzazione in meno, secondo i dati diffusi da Borsa Italiana. Da inizio anno il Ftse Mib, l’ indice delle 40 blue chips italiane, ha perso il 10,2%, e il Ftse All Share, che misura l’ andamento di tutti i titoli quotati, il 9,9%. Solo Shanghai (-12,5%), Shenzhen (-14,8%), Lisbona (-12,1%) e Città del Messico (-11,3%) hanno fatto peggio di Milano. Il bilancio negativo si spiega con le tensioni che hanno coinvolto il comparto bancario, innescate a fine 2015 con il salvataggio di Banca Etruria e delle altre “good bank” e proseguito con il fallimento degli aumenti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, messe in sicurezza dal fondo Atlante, e di quello di Mps, per cui sarà necessario il salvagente pubblico. Mps (-87,8%), Banco Popolare (-75,8%), Bpm (-60,2%), Ubi Banca (58,2%) e Unicredit (-47%) sono stati i titoli peggiori del Ftse Mib. Complessivamente le principali banche quotate hanno bruciato 43 miliardi di capitalizzazione: 14,8 miliardi Unicredit, 11 Intesa, 4,9 il Banco Popolare, 3,4 Ubi Banca e 3,2 Mps. Il Codacons ha calcolato altri 15,6 miliardi di perdite su azioni e obbligazioni degli istituti non quotati (Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria). L’ indice Ftse Italia Banche è crollato del 39% schiacciato da 360 miliardi di sofferenze lorde, di cui una vigilanza europea inflessibile chiede un rapido smaltimento. A mitigare il bilancio di Piazza Affari, la cui capitalizzazione complessiva è scesa a 525 miliardi (il 31,8% del Pil) hanno contribuito i titoli industriali e petroliferi, con Stm regina del Ftse Mib (+71%), davanti a Tenaris (+54,5%), Buzzi (+37,4%), Cnh (+29,6%) e Moncler (+27,3%), e i contributi di azioni pesanti come Eni (+15%) ed Enel (+10%). La performance deludente di Piazza Affari, mitigata dal mini-rally di fine anno, si fa ancora più stridente se paragonata all’ andamento delle altre Borse: il Dow Jones è salito del 13,5%, Francoforte del 6,9%, Parigi del 4,9% mentre Londra ha superato senza traumi la Brexit, toccando il suo massimo storico e chiudendo il 2016 con un +14,4%, regina tra le Borse europee, mentre Tokyo e Hong Kong hanno chiuso invariate. Dopo un avvio d’ anno difficile a causa delle preoccupazioni sulla Cina e lo choc della Brexit, i listini mondiali hanno recuperato sul finire d’ anno, in scia all’ elezione di Donald Trump e all’ estensione del Qe deciso dalla Bce.
 
 

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