10 Novembre 2007

Le banche affondano le borse mondiali

Le banche affondano le Borse mondiali
Si allarga la crisi dei mutui: in Europa bruciati 137 miliardi.
Gasolio record Consumatori: pronta una class action per 35 milioni di automobilisti

Le Borse di tutto il mondo perdono quota spinte all`ingiù dalle notizie di altre banche e finanziarie nei guai per i mutui facili Usa, i cosiddetti subprime. Il petrolio riprende a correre, il gasolio sfiora il massimo di 1,28 euro e la moneta unica segna un altro record, arrivando anche a toccare quota 1,4752 sul dollaro. Ed è un ennesimo giorno di passione per i mercati, disorientati da una ridda di dati sulle sorti dell`economia Usa e di “voci“ più o meno veritiere sul futuro delle banche. C`è un caso Barclays, per esempio, il cui titolo scende a Londra sulla base di voci – “illazioni“, secondo il portavoce ufficiale – su una possibile svalutazione legata al credito immobiliare a rischio. Ma c`è anche un caso Wachovia, una fra le più importanti banche americane, che pure avrebbe fatto cospicui accantonamenti per coprire il rosso dei subprime. Stesse difficoltà anche per Fannie Mae, uno dei principali finanziatori di mutui negli States. Il risultato finale è che le Borse, influenzandosi una con l`altra, sono tutte in negativo. Quelle europee scivolano ai minimi da 7 settimane (bruciano 137 miliardi di capitalizzazione) e Milano chiude con un meno 1,88%. Ma va giù anche Wall Street: – 1,7% il Dow Jones e -2,5% il Nasdaq. Alle notizie bancarie si aggiunge il resto. Per esempio il fatto che l`indice Michigan sulla fiducia dei consumatori americani, proprio per la flessibilità dei prezzi delle case oltre che per il caro greggio, scende da quota 80 a 75, un valore che gli esperti bollano come un “crollo“. Il deficit commerciale Usa, invece, si riduce contrariamente alle aspettative e a settembre diminuisce a 56,5 miliardi di dollari, il livello più basso dal maggio 2005. Ma la notizia, ancorché inattesa, non produce un grande sollievo ai mercati e non placa l`animo degli operatori che ora scommettono su un ulteriore ribasso dei tassi da parte della Federal Reserve entro l`anno. Per avere una idea del nervosismo che serpeggia, il greggio ha un sussulto appena si viene a sapere della terribile tempesta nel mare del Nord che provoca migliaia di evacuati e costringe a chiudere le piattaforme a largo della Norvegia, grande paese produttore, con un immediato calo della produzione di greggio. Subito, sui circuiti elettronici di New York il petrolio risale a 96,48 dollari al barile. Il prezzo dei carburanti riprende a correre, il gasolio arriva a 1,279 al libro, valore mai toccato prima. In Italia, i consumatori chiedono la restituzione delle tasse sulla benzina; il Codacons annuncia una class action per gli automobilisti. Stessi sobbalzi anche per il dollaro che scende ovunque nonostante il ministro Usa Paulson ribadisca che una moneta “forte“ è nell`interesse del suo paese. E l`euro va, sempre al massimo. La Ue, nei suoi ultimi calcoli sull`economia, scrive che l`impatto della sua forza sull`export di Eurolandia è “abbastanza contenuto“, al momento anche se “non si esclude che un ulteriore rafforzamento possa produrre “effetti avversi“. Il supereuro, in un contesto che vede il greggio volare, aiuta anche la bolletta petrolifera italiana che, quest`anno, dovrebbe fermarsi a 26,5 miliardi di euro: un miliardo al di sotto dei 27,5 del 2006. Secondo gli esperti del settore, senza i rialzi valutari, il conto del paese per l`approvvigionamento dall`estero avrebbe superato i 28 miliardi di euro. A favore, secondo le stesse fonti, gioca anche l`andamento dei consumi petroliferi, orientati al ribasso.

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