4 Novembre 2005

Le bancarelle delle magìe

PERUGIA – Alla bancarella “241“ vendono le lampade a basso consumo, più avanti ecco il ferro a vapore miracoloso, che in due minuti stira tende e camice che è una meraviglia. E poi c`è lo straccio magico: raccoglie fino all`ultima goccia, anche negli angoli, e non c`è più nemmeno bisogno di strizzare. Ma la Fiera dei Morti diventa anche l`occasione per trovare qualche griffe a poco prezzo, o la pelliccia a meno di 500 euro. Quest`anno sono 491 le bancarelle in fila a Pian di Massiano. Un centinaio in meno del 2003 perché, dallo scorso anno, si è dovuto fare spazio ai cantieri del minimetrò. “Abbiamo dovuto rimandare a casa – spiegano dall`ufficio commercio del Comune – 150 ambulanti. Erano infatti arrivate ben 662 domande da tutta Italia, ma ne abbiamo dovute respingere il 25 per cento“. La Fiera dei morti resta comunque un evento da non perdere. Gli operatori fanno a gara per conquistarsi una postazione. “Il costo per uno spazio – chiariscono ancora dal Comune – costa 369 euro e comprende la voce per l`occupazione di suolo pubblico, la Tosap, il contributo per i servizi di vigilanza notturna e quelli igienici“. I criteri per avere diritto ad una postazione a Pian di Massiano sono stabiliti dal decreto Bersani: l`anzianità di partecipazione, che diventa una sorta di titolo preferenziale, e l`anzianità di iscrizione al registro delle imprese. C`è di tutto, alla Fiera. E anche il palato ha il suo trionfo. Norcinerie, dolciumi, piadine e panini con la porchetta, le dolcezze di Sicilia, i salumi e le salse della Provenza. Già, non possono mancare gli otto stand di Aix En Provence, la città gemellata con Perugia. Gli espositori offrono appunto prelibatezze, ma anche artigianato, stoffe e saponi. Ed eccoci ai profumi dell`Oriente: sete preziose, cuscini e collane che parlano lingue diverse. Aumentano tra gli espositori quelli stranieri. Si tratta soprattutto di peruviani, marocchini e qualche cinese. La festa del cibo Dal Comune fanno notare che quest`anno c`è stato il boom del comparto alimentare. Ben 58 gli stand che vendono pizza e panini. Ed è proprio su questa categoria merceologica che le associazioni dei consumatori hanno puntato l`indice. “Un panino a 3 euro – denunciano Federconsumatori e Codacons – ci sembra davvero esagerato. Stessa cosa una bottiglietta di minerale venduta a un euro“. Ma intanto la Fiera macina soldi. Nonostante l`austerity, durante il giorno dell`inaugurazione dai bancomat erano stati effettuati prelievi per 75mila euro. E le occasioni per spendere non mancano davvero: dalle pentole al “perizoma per uomo, donna e gay“ come recita la scritta sulla bancarella di Vittorio.

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