Le associazioni incalzano l’ Agenzia: «Annulli tutti gli atti di riclassamento»
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- Quotidiano di Puglia
di Salvatore Sergio COSTA Annullamento in autotutela di tutti gli atti di riclassamento degli immobili dal 2012 ad oggi. È quanto chiederanno all’ Agenzia delle Entrate di Lecce, con un’ apposita istanza che verrà depositata nelle prossime ore, Codacons, Adusbef e Adoc. E per i circa 49mila cittadini leccesi che dopo la sentenza del Consiglio di Stato inerente la contorta ed annosa vicenda sugli estimi catastali saranno costretti a pagare il venti per cento in più su Imu e Tari, si apre uno spiraglio. L’ annuncio è arrivato al termine di un incontro in cui i referenti delle associazioni per la tutela dei consumatori (Luisa Carpentieri e Piero Mongelli per il Codacons, Daniele Imbò per Adusbef, Alessandro Presicce per Adoc, presente anche l’ avvocato tributarista Leonardo Leo) hanno ripercorso passo dopo passo l’ iter di una vicenda iniziata nel 2010 con le due delibere di giunta (guidata all’ epoca da Paolo Perrone) con cui si chiedeva all’ allora Agenzia del Territorio la revisione degli estimi catastali nelle microzone 1 e 2 del capoluogo. «La battaglia è finita, ma c’ è ancora qualcosa che deve essere definita, soprattutto dopo le illazioni e le allusioni fatte in questi giorni», ha detto in conferenza stampa Piero Mongelli. «Rispettiamo la sentenza ma non la condividiamo ha aggiunto – perché a nostro avviso è una sentenza politica». Sulla stessa lunghezza d’ onda anche gli altri referenti delle associazioni di tutela dei consumatori. Mentre il tributarista Leo ha spiegato: «Fa riflettere il fatto che il Consiglio di stato abbia ritenuto che l’ atto che andava impugnato fosse quello del 29 novembre 2010, a differenza del Tar che aveva detto che quel provvedimento andava impugnato insieme agli avvisi di accertamento». In quell’ atto, infatti, ha spiegato Leo, non era evidenziata alcuna lesività e quindi non era impugnabile. Evidenziata anche la disparità di trattamento tra chi ha impugnato i ricorsi, vincendoli, davanti alla Commissione Tributaria, circa 7mila contribuenti. Sta di fatto, che adesso verrà percorsa una nuova strada: quella di richiedere l’ annullamento in autotutela all’ Agenzia delle entrate. «Chiederemo all’ Agenzia delle Entrate di annullare in autotutela tutti gli atti di riclassamento che sono intervenuti dal 2012 ad oggi relativamente all’ azione del Comune avviata con le delibere. Per noi è l’ unica strada possibile da percorrere», ha detto Luisa Carpentieri. «Ci sono, dal nostro punto di vista dei punti critici che il Consiglio di Stato non ha tenuto presente. Primo tra tutti ha poi aggiunto – il fatto che la lesività degli atti che noi siamo andati ad impugnare è venuta ad esistere solo con la notifica degli avvisi di accertamento, e questo perché gli atti precedenti erano atti non conosciuti o difficilmente conoscibili. In particolare – ha proseguito Carpentieri – non potevamo sapere, una volta che il Comune aveva dato l’ input, e l’ Agenzia del territorio aveva proceduto al riclassamento, come materialmente fosse stato posto in essere il classamento. In particolare abbiamo notato che il riclassamento è stato fatto a tappeto, senza considerare la reale situazione degli immobili coinvolti. Situazione che non è stata analizzata dal Consiglio di Stato e riteniamo più per motivi politici che per motivi giuridici». «Anche io sono convinto che la strada da percorre sia quella dell’ autotutela – ha fatto eco Leo – in considerazione del fatto che tutti i ricorsi giunti dinanzi alla Corte di cassazione sono stati accolti dalla Corte suprema e che proprio in questi giorni l’ Agenzia delle entrate sta rinunziando in secondo grado all’ appello proposto; quindi è una netta presa di posizione in favore dell’ illegittimità degli avvisi che essa stessa ha emanato. Quindi non c’ è motivo per non riconoscere la possibilità di un annullamento in autotutela». Alla domanda se e come la futura amministrazione possa intervenire per risolvere la delicata questione del riclassamento i responsabili delle associazioni di tutela dei consumatori sono tutti concordi nel dire che la strada da intraprendere dovrebbe essere la stessa: ovvero chiedere all’ Agenzia delle Entrate l’ annullamento dei procedimenti in autotutela, rafforzando in questa maniera l’ istanza che nelle prossime ore verrà presentata da Copdacons, Adusbef e Adoc.
sergio costa
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