26 Luglio 2005

Le associazioni dei consumatori pronte anche alle vie legali

Le associazioni dei consumatori pronte anche alle vie legali per difendere i turisti che non se la sentono più di andare a Sharm


«Panico dopo tutto questo terrore? Normale, chi non vuole partire va risarcito»



ROMA Rispettare il diritto del cittadino ad «avere paura»: se una persona rifiuta di andare nei luoghi colpiti dagli attentati deve avere il diritto ad essere rimborsato quando non vi è alternativa ad un viaggio diverso dello stesso valore. È questa la posizione della Federconsumatori, espressa ieri dal presidente Rosario Trefiletti. «Noi – ha detto Trefiletti – siamo piuttosto adirati perché non è stato immesso formalmente lo sconsiglio della Farnesina ad andare in quei luoghi appena colpiti dall`attentato». Le quattro associazioni che fanno capo a Intesaconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori chiedono quindi in modo determinato che il ministero degli Esteri esca in modo formale su questa questione. Non ci piacciono le dichiarazioni sottovoce, o si dice che si può andare o che non si può. Per noi bisogna dire no e rispettare la volontà del cittadino». Secondo Trefiletti, per quanto riguarda i viaggi a Sharm le agenzie di viaggio «stanno valutando il da farsi ma molte si stanno comportando male e noi siamo pronti ad andare avanti in tutti i modi, anche per le vie legali. Al turista consiglio di rispettare se stesso, se ha paura non parta se non ha paura vada pure, sapendo che se ha paura e non va deve avere una serie di diritti che gli devono essere riconosciuti». Intanto Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quattro sigle fra le più importanti dei movimenti di tutela dei consumatori, stanno valutando la possibilità di promuovere «cause pilota» di risarcimento danni contro lo Stato italiano per conto di cittadini che hanno deciso di rinunciare alla propria vacanza a seguito degli attentati di questi giorni. «Senza entrare nel merito delle scelte politiche del governo – affermano le associazioni in una nota comune – il non ritiro delle truppe italiane in Iraq può essere considerata una concausa che ha determinato la situazione attuale e di conseguenza la rinuncia ai viaggi all`estero da parte dei consumatori, demotivati, impauriti e non disposti a rischiare». Aduc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno rilevato che mentre il dipartimento di Stato americano ha diramato un avviso con cui si invitano i cittadini degli Stati Uniti a esercitare la massima cautela – siano essi residenti in Egitto o intendano recarvisi, evitando il Sinai meridionale, teatro degli attentati di tre notti fa a Sharm el Sheikh, come pure le altre mete turistiche affollate – i maggiori tour operator italiani, «secondo le segnalazioni che stanno arrivando dai cittadini, imporrebbero ai turisti italiani che mesi fa avevano prenotato, di andare lo stesso in Egitto, pena il pagamento delle penali». Le quattro associazioni ribadiscono che i consumatori italiani che hanno rinunciato ad un viaggio in Egitto a seguito degli attacchi terroristici di Sharm el Sheikh «hanno diritto ad una destinazione alternativa oppure al rimborso dell`intero prezzo pagato».

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