9 Settembre 2010

Le associazioni dei consumatori insorgono contro il rischio di aumento del biglietto Unico

Le associazioni dei consumatori insorgono contro il rischio di aumento del biglietto Unico. Per Benedetto Di Meglio, direttore dell’Osservatorio socio-economico e dei consumi, «sarebbe un danno enorme per gli utenti e in particolare per gli studenti e le fasce deboli. Ancora una volta – insiste – il pericolo è che vengano penalizzate le famiglie campane che già devono fare i conti con le tasse più alte, il caro scuola, il carburante alle stelle. Per questo motivo lanciamo un appello agli amministratori regionali che devono fare tutto il possibile per non gravare sulle tasche dei cittadini. Quest’ennesima tegola sarebbe insopportabile». L’Osservatorio ha raccolto in queste settimane decine di segnalazioni giunte da utenti preoccupati: «L’eventuale aumento del biglietto potrebbe peraltro far crescere le percentuali di evasione e questo dev’essere evitato altrimenti si tornerà indietro di dieci anni – sottolinea – In ultima analisi, se gli aumenti fossero inevitabili, chiediamo alla Regione almeno di non ritoccare gli abbonamenti per studenti e lavoratori». È d’accordo Antonio Di Gennaro (Assoutenti Napoli), secondo cui «non si dovrebbero far ricadere sugli utenti le colpe della classe dirigente campana. Il tagliando è già aumentato due volte: si è passati prima da 77 centesimi a un euro e poi a un euro e 10 centesimi. Siamo in presenza di un incremento di oltre il 40% in pochi anni. Peraltro in città gli autobus hanno la velocità commerciale più bassa d’Italia e quindi non possono bastare i 90 minuti previsti dal tagliando. Se dunque ci dovesse essere un altro rincaro, sarebbe un disastro. In questo caso chiediamo come contropartita l’introduzione del biglietto di corsa semplice per le metropolitane e le funicolari, come avviene a Roma». Non mancano le critiche alle aziende di trasporto: «Le società sono troppe e i costi risultano elevati – afferma – Per abbattere le spese occorre accorpare le aziende, magari dando vita ad una maxi-società». Un altro aspetto importante, prosegue, è una maggiore integrazione fra il trasporto su ferro e quello su gomma. Infine Giuseppe Ursini, fiduciario di Codacons Napoli: «Ci opponiamo fermamente a qualsiasi ritocco delle tariffe che sono già aumentate in misura superiore a quanto previsto dalla normativa vigente – dice – A fronte di questi rincari, con il passare del tempo il servizio di trasporto pubblico peggiora. Ormai è prassi aspettare almeno 20 minuti alle fermate dei bus, senza contare la soppressione di linee e l’utilizzo di mezzi obsoleti e sporchi. Se questo aumento diventasse realtà o se si decidesse di sciogliere il Consorzio, saremmo pronti a presentare un ricorso al Tar», conclude Ursini. ger.aus. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this