15 Settembre 2004

Le associazioni dei consumatori «Domani sciopero della spesa»









Il carrello della spesa è sempre più vuoto, fermo allo stretto necessario, ma il prezzo sullo scontrino ?vola? sempre più in alto. Senza dimenticare le bollette di acqua-luce-gas, sempre più salate.
Non si arresta il caro-vita: tutto aumenta – dall?affitto di casa all?abbigliamento, dalle spese sanitarie all?assicurazione RC Auto – e in maniera di molto superiore all?indice Istat, fermo a un +2,3%.
Per sollecitare il contenimento dei prezzi, l?Intesa dei consumatori aderenti a Federconsumatori (area Cgil), Adoc (Uil), Adusbef e Codacons ha proclamato per domani una giornata di protesta. «Chiediamo ai cittadini di boicottare per un giorno negozi e supermercati – spiega il segretario di Federconsumatori Vicenza, Gigi Guiotto – Uno sciopero della spesa per sollecitare il governo a prendere iniziative strutturali contro l?aumento dei prezzi, dando così una risposta concreta alla situazione ormai insostenibile di molte famiglie italiane». Non è la prima volta che le associazioni dei consumatori invitano i cittadini a far lo sciopero della spesa; già l?anno scorso, pressoché in questo stesso periodo, fu lanciato con successo un analogo sciopero. «Nel frattempo – aggiunge Guiotto a nome di IntesaConsumatori – abbiamo assistito ad un ulteriore scatto dei prezzi e al relativo impoverimento di tante famiglie. Anziani e single, in maniera particolare, non ce la fanno più a tirare fino a fine mese; una piccola pensione o un piccolo salario non bastano per vivere». Secondo l?Intesa consumatori in questi ultimi dodici mesi il caro-vita (riferito a un paniere: casa, trasporti, alimenti, elettricità, ecc.) è cresciuto del 6,2%, quasi il triplo rispetto all?ultimo indice Istat. «Nell?anno in corso una famiglia media spenderà 1600 euro in più rispetto all?anno scorso in virtù del caro prezzi. In pratica con gli aumenti – commenta Guiotto – ci si è già bruciati ben più di uno stipendio medio. Ben si comprende, insomma, che specialmente per i mono-reddito la stagione dei grandi sacrifici, del lento impoverimento, è già iniziata».
Un vademecum in 11 punti. I prezzi crescono più delle retribuzioni, il portafoglio piange: che cosa chiede al governo l?Intesa dei consumatori ? Sono 11 i punti di criticità sottolineati in un documento unitario da Ferconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons. 1) Definire un serio piano energetico basato sul risparmio e sulle fonti alternative; 2) modernizzare la rete elettrica per ridurre le inefficienze, i cui costi ricadono sulle tariffe per i cittadini; 3) razionalizzare la rete di distribuzione dei carburanti; 4) pagare le materie prime in euro e non in dollari; 5) eliminare la legge ?salva compagnie assicurative? per permettere recuperi del 20 per cento sulla RC auto; 6) abbattere le accise sui combustibili di 4 centesimi per risparmiare sui costi di riscaldamento; 7) parificare l?Iva sul gas al 10% per eliminare l?iniqua sperequazione tra le famiglie; 8) restituire il fiscal-drag a tutti i contribuenti; 9) definire accordi con le associazioni del commercio, come già avviene in Francia, per realizzare sconti sui prezzi al consumo; 10) saldi liberalizzati tutto l?anno; 11) realizzare accordi con le banche per calmierare gli altissimi costi di gestione dei conti correnti delle famiglie.
È un documento organico, dunque, quello che l?Intesa dei consumatori propone al governo «per mettere uno stop agli aumenti dei prezzi» . Intanto ieri si è tenuto il primo incontro del programma denominato ?I martedì del consumatore?, nato da un?iniziativa congiunta della Camera di commercio e delle associazioni dei consumatori vicentine.


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