8 Settembre 2011

Le associazioni dei consumatori contestano l’ aumento dell’ Iva al 21%

Le associazioni dei consumatori contestano l’ aumento dell’ Iva al 21%
 

ROMA Consumatori all’ attacco sull’ aumento dell’ Iva, dal 20 al 21%, previsto su una lunga lista di prodotti nell’ ultima versione della manovra: si va dall’ abbigliamento, le calzature, i detersivi, i giocattoli, ai televisori, le auto e moto, ma anche il caffè, il vino, la cioccolata. E non solo: l’ imposta sarà rivista all’ insù sui pacchetti vacanza, e una serie di servizi, come taglio e piega dal parrucchiere. Insomma, ce n’ è abbastanza perché le associazioni dei consumatori parlino di vera e propria «stangata». Che il Codacons quantifica in 290 euro l’ anno, che salirebbero fino a 385 euro per una famiglia di 4 persone, mentre nel mirino della Federconsumatori c’ è, in particolare, il rincaro della benzina. Un esborso aggiuntivo di 32 euro l’ anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 (440 euro tra costi diretti e indiretti sui carburanti), portano a superare i 470 euro. «Naturalmente – osserva Carlo Rienzi, presidente Codacons – l’ aumento di 290 euro è una media per una famiglia di tre persone, il costo sarà maggiore se è più numerosa. Il rialzo porterà a un aumento di tutti i prodotti indistintamente perchè l’ Iva viene scaricata sui consumatori. Saremo destinati a veder salire anche l’ inflazione: certamente non una bella notizia con gli stipendi e le pensioni ferme». Allarme sulla benzina da parte della Federconsumatori, secondo cui gli effetti saranno particolarmente pesanti per le tasche degli italiani. Dice il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti: «Solo l’ 1% in più comporterà un aumento di 1,3 centesimi al litro. Ci saranno, quindi, ricadute negative anche sul tasso d’ inflazione: i beni in Italia sono trasportati su gomma, pertanto ci saranno effetti sui prezzi».

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