Le associazioni dei consumatori consigliano di conservare i bollettini che non è stato possibile pagare per questioni tecniche addebitabili a Poste Italiane
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fonte:
- i-dome
Per quattro giorni chiunque abbia provato a pagare un bollettino o a inviare una raccomandata, si sarà trovato davanti ad un funzionario che si prodigava a spiegare come – per ragioni indipendenti dalla responsabilità di Poste Italiane – non fosse possibile disporre del servizio. I disservizi sono iniziati 3 giorni fa e ieri mattina ancora in molte città si registrava un completo black-out del sistema informatico. Non è stato dunque possibile effettuare in maniera spedita – ad esempio – il pagamento delle pensioni, il pagamento di bollettini di utenze in scadenza, il ritiro di contante dal libretto postale, l’ invio di corrispondenza. L’ AD Massimo Sarmi ha tenuto a precisare che ormai il disagio è superato e che si va verso la normalità, ma chi ha subito il disservizio non accetterà probabilmente solo le scuse, che pure sono state ufficializzate dal gruppo Poste Italiane, che ha tenuto poi a sottolineare come anche nella giornata di ieri "gli uffici postali sono stati aperti oltre il normale orario di chiusura, fornendo un volume di servizi nella media delle attività abitualmente svolte". In particolare si sottolinea nella nota come siano stati eseguiti i servizi richiesti da parte di tutti i clienti in attesa, "garantendo così oltre 6 milioni di transazioni; sono state pagate più di 250mila pensioni e sono state eseguite oltre 1,5 milioni di operazioni di pagamento di bollettini". Il gruppo ha inoltre accolto la richiesta presentata dalle principali associazioni di consumatori che hanno voluto attivare un tavolo di conciliazione finalizzato, in alcuni casi, anche a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi dei giorni scorsi. Sicuramente ad esempio attenderanno degli indennizzi o delle forme di rimborso gli utenti che a causa del black-out hanno avuto disagi tangibili, si pensi per esempio al mancato pagamento nei termini previsti di una multa o di un bollettino. Le responsabilità sarebbe secondo Poste Italiane dei partner IT del gruppo, cioè Ibm e Hp. "L’ inconveniente al software dei sistemi centrali sui quali poggiano le attività degli uffici – spiega l’ azienda in una nota – è in via di completa risoluzione da parte dei tecnici italiani e statunitensi delle due società informatiche, che ora stanno continuando a eseguire test sulla regolare efficienza e operatività dei sistemi". Le associazioni dei consumatori – Federconsumatori-Adusbef, Codacons, Adoc, Adiconsum – invitano i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali "a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute, documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio". I casi saranno valutati con tutta probabilità dall’ azienda in maniera singola. Critiche molto severe a Poste Italiane sono arrivate anche da Gianluigi Magri, commissario dell’ Authority per le comunicazioni (Agcom): "incredibili episodi nell’ era della tecnologia e della comunicazione [che] minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo". Naturalmente, non avendo l’ Agcom competenza in materia tali osservazioni restano su un piano strettamente personale del Commissario.
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