Le associazioni dei consumatori: “Class action” contro i miasmi
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fonte:
- Corriere di Como
Un risarcimento per compensare i disagi creati dai miasmi sprigionati dal depuratore di viale Innocenzo XI. Una vera e propria “class action” che consenta di tornare a respirare. Almeno dal punto di vista economico. Il suggerimento di un’azione collettiva arriva dalle associazioni dei consumatori cittadini. «Gli estremi per ricorre esistono – spiega Giuseppe Doria presidente dell’Adoc (associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) di Como – È preferibile che un singolo soggetto metta in moto l’azione. Successivamente, tutti gli altri si potranno aggiungere. Noi potremmo fornire tutto il supporto tecnico e informativo necessario».
Dopo le proteste dei giorni scorsi, messe in atto proprio fuori dai cancelli della Comodepur dai residenti e dai commercianti del quartiere, ora si presenta l’opportunità di compiere un passo concreto. «Il fatto di non poter neanche aprire le finestre e i malori causati dagli odori potranno sicuramente essere valide basi per ottenere un risultato concreto e monetizzabile davanti al giudice», aggiunge Doria. Anche se è necessaria una precisazione. «Questa opportunità di far valere i propri diritti ha però il limite di consistere in un’azione risarcitoria. Se si dovesse vincere, cioè, i ricorrenti otterrebbero denaro. Ma nessun intervento potrà essere compiuto nei confronti di Comodepur. Nessuno potrà far chiudere o spostare il depuratore, con la class action», specifica il presidente dell’Adoc.
«Il danno nei confronti dei residenti mi sembra evidente. Le esalazioni ci sono. La situazione può dunque essere fonte di risarcimento. Confermo anche la nostra disponibilità a supportare tecnicamente una class action – interviene Mauro Antonelli responsabile locale del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) – In tale situazione si potrebbe anche ravvisare una violazione dell’articolo 844 del Codice civile che tratta appunto la materia delle esalazioni e dei rumori. Tale azione è fattibile anche singolarmente».
Intanto da Gianluca Roncoroni, portavoce del comitato “Puzzadepur” che da anni si batte per ottenere un miglioramento della situazione, arrivano novità. «Le ultime analisi olfattometriche disponibili, compiute dall’Arpa su campioni d’aria presso il depuratore – dice Roncoroni – attestano che l’impianto di trattamento per l’abbattimento degli odori non è efficiente». Nero su bianco. Con data 17 settembre 2007. «Comodepur ha avuto indicazioni di provvedere con primi interventi tampone. Nel 2009 l’Arpa ha dato nuovamente mandato a un ente preposto di compiere ulteriori verifiche che non sono però ancora state ultimate. Ho chiesto la documentazione un paio di settimane fa e siamo in attesa», conclude Roncoroni.
Fabrizio Barabesi
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