Le accuse dei consumatori per il dissesto delle strade
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Un paese in cui per asfaltare le strade si spende poco ma alla fine, fra continue manutenzioni d’ emergenza e incidenti, si finisce per pagare un prezzo molto più salato. Le buche nelle città italiane sono un problema con cui automobilisti, motociclisti e anche ciclisti sono abituati a convivere, ma che con il maltempo delle ultime settimane e i disagi all’ intenso traffico delle festività natalizie è tornato di attualità.In due esposti depositati nei tribunali e in un fascicolo destinato alla Corte dei conti, il Codacons ha lanciato accuse pesanti nei confronti delle amministrazioni di Milano e Como, come omissione d’ atti d’ ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti, ma i problemi non riguardano solo le due città lombarde. Le cronache delle ultime settimane raccontano di "emergenza buche" in molti altri centri del Nord Italia come Bergamo, Brescia, Lodi, Varese, Verona, Vicenza. E anche più a sud, dove il tempo è meno rigido, la questione non è da sottovalutare: a Roma, ad esempio, una recente denuncia del XII municipio ha sollevato la difficile situazione sulla via Ardeatina, ridotta "a un colabrodo".Il problema è dei materiali utilizzati e della scarsa manutenzione, aggravata dai tagli e dall’ austerità di bilancio degli enti locali. "Le gare d’ appalto sono fatte al ribasso, una pratica che ha conseguenze sulla qualità dei materiali impiegati – ha spiegato Marco Donzelli del Codacons -. A questo, poi, bisogna aggiungere i problemi determinati dalla scarsa manutenzione". L’ analisi trova d’ accordo anche l’ associazione degli operatori del settore dei lavori stradali: nel suo buonasfalto.it Siteb denuncia: "In Italia l’ asfalto si compra "un tot al chilo" finendo in questo modo a scegliere il prezzo più basso, anziché le qualità, le durate e le prestazioni migliori. Quindi si paga poco e forse si spende troppo, poco per volta ma di continuo".Un sistema che provoca a cittadini e imprese perdite economiche e disagi difficili da stimare: "Non è facile quantificare i danni perchè non tutti gli incidenti passano per i tribunali – ha continuato Donzelli -. Molti sono eventi lievi che rimangono un po’ sotto silenzio. La società tuttavia subisce un danno ogni volta che per questi problemi provocano anche dei costi sanitari".Se le buche, tanto per i ciclisti quanto per gli automobilisti, sembrano inevitabili i responsabili del problema non sono difficili da individuare: in una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’ ente proprietario della strada (se si tratta di buche in città parliamo quindi dei comuni) è tenuto a rimborsare il danno indipendentemente dal fatto che i lavori di manutenzione siano stati affidati con regolare contratto d’ appalto a una ditta esterna.In caso di incidente il consiglio dato dalle associazioni di consumatori (si veda anche la scheda in pagina) è quello di interpellare i vigili e di documentare attentamente tutto e munirsi di testimoni per fare valere le proprie ragioni di fronte a un giudice: una procedura non sempre agevole. "Il problema in tribunale è dimostrare il nesso di causalità fra l’ incidente e la buca. Non è sempre facile: oltre a una fotografia, sono necessari anche testimoni" ha sottolineato Donzelli.Nel caso in cui, invece, si vogliano evitare lunghi passaggi legali rimane valido il suggerimento più spiccio che appare sui forum per motociclisti: "Solitamente sulla destra ci sono le peggiori buche. Non viaggiate troppo a destra: questo consiglio è in disaccordo con le regole della strada, ma in Italia tenersi troppo a destra guidando la moto è un’ acrobazia". RIPRODUZIONE RISERVATA.
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