24 Aprile 2003

Le accuse dei consumatori. L?Ania: tutta colpa dei risarcimenti

«In un anno 78 euro in più»

Le accuse dei consumatori. L?Ania: tutta colpa dei risarcimenti


I conti li fa non solo l?Antiturst di Tesauro, ma anche l?Intesa dei consumatori. Che parla di un rincaro di 78 euro in media su ogni polizza nel 2002. E che somma questa cifra ai rincari degli ultimi 6 anni, arrivando a un incremento complessivo della Rc auto del 113% tra il 1996 e l?anno scorso: quasi dieci volte, cioé, l?aumento del costo della vita (18,7%). «Mentre il ministro Marzano racconta favole sulla bontà della sua riformetta e sugli ipotetici effetti-fionda – sottolineano in una nota le quattro federazioni di Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – le tariffe non si fermano. Come denuncia l?Antitrust, la mancanza di concorrenza con l?assenza di iniziative concrete sul caro-sinistri hanno prodotto una spirale inarrestabile di aumenti».
Di tutt?altro avviso, naturalmente, l?Ania. L?analisi dell?Antitrust conferma che «i rincari delle tariffe degli ultimi anni sono dovuti principalmente all?aumento dei costi dei risarcimenti a carico delle compagnie». E qui una serie di dati: fra il 1994 e il 2002 i costi dei risarcimenti per le compagnie sono aumentati del 70% e, in quasi tutti gli anni considerati, tali costi sono stati superiori o al più uguali ai premi di competenza. In pratica, «malgrado la riduzione dell?incidenza delle spese di gestione avvenuta nel periodo, il settore è risultato costantemente in perdita».
All?associazione degli assicuratori non piace poi molto il passaggio al sistema dell?indennizzo diretto perché «comporterebbe una radicale rivisitazione della normativa vigente». Più possibilista, sempre a proposito dell?indennizzo diretto, è il sottosegretario ale Attività produttive Mario Valducci (ha la delega per la Rc auto): «Se entro un anno l?andamento tariffario non va verso una riduzione drastica, l?unica altra riforma possibile è l?introduzione dell?indennizzo diretto».
In campo scendono anche i sindacati. Per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, i dati dell?Antitrust confermano «quello che 40 milioni di automobilisti sapevano benissimo». Di qui una precisa richiesta al governo: «Rivedere il decreto che premia le compagnie assicurative» sui ricorsi contro il cartello ipotizzato dalla stessa Antitrust. Sulla stessa lunghezza d?onda il segretario generale delle Cgil, Guglielmo Epifani: «La denuncia sugli effetti perversi della falsa liberalizzazione delle tariffe assicurative si collega con lampante sintonia all?aumento dell?inflazione al 2,8% e alla previsione di crescita dell?Italia pari ad un terzo di quella programmata dal governo».

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