5 Luglio 2011

Le accise fanno volare la benzina al nuovo record

C’ è un nuovo record storico per il prezzo della benzina in Italia, complice l’ aumento delle accise. Ieri nei distributori della Esso, secondo le rilevazioni della Staffetta quotidiana, si è arrivati a 1,613 euro al litro; e questo prezzo è seguito da vicino dall’ 1,60 che viene consigliato ai gestori Q8. Il gasolio non sta a guardare e si avvicina all’ euro e 50. Però le accise non spiegano tutto. Il prezzo del petrolio è molto regredito rispetto a due o tre mesi fa, ed è lontanissimo dal top pre-crisi, eppure i carburanti, sia pure con momenti di pausa o di caduta, battono un record dopo l’ altro; ogni occasione sembra buona per un rincaro. Che l’ andamento del prezzo del barile e di quello al distributore possano divergere in certi momenti per colpa delle accise, o per il cambio euro-dollaro, o per altri motivi, è comprensibile, ma che divergano i loro trend storici, su più mesi e su più anni, è difficile da digerire, nonostante le spiegazioni dei tecnici del mercato. Da notare che i carburanti «no logo», cioè venduti ai distributori non legati a specifici marchi, sfuggono alle presunte inevitabilità del mercato e ieri hanno addirittura registrato limature al ribasso. Ma restando all’ attualità, sono le accise, questa forma particolare di tassa sui carburanti, che spesso vengono usate per tamponare buchi di bilancio, a suscitare polemiche. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, denuncia che «i prezzi della benzina rispetto a com’ erano alla fine di giugno sono già aumentati i media di 7 centesimi al litro», più dell’ incremento della tassazione. L’ associazione di consumatori calcola che l’ insieme degli aumenti provocherà in un anno sull’ automobilista medio «una stangata di 84 euro». Altri due gruppi, l’ Adusbef e la Federconsumatori, aggiungono ai costi diretti quelli indiretti (perché quasi tutte le merci viaggiano su ruota, in un tratto o nell’ altro della catena commerciale) e dicono che l’ aggravio per la media delle famiglie sarà di 488 euro. E l’ Adoc calcola che in Italia abbiamo una delle benzine più care d’ Europa: «E’ l’ 8,7% sopra la media continentale». Da ricordare che i recenti aumenti delle accise sono stati decisi per finanziare il Fondo unico dello spettacolo (+0,19 euro al litro) e l’ emergenza immigrati (+4 centesimi al litro). Poi sulle accise si paga l’ Iva (la tassa sulle tasse). L’ Unione petrolifera, che federa le compagnie, non ci sta a finire sul banco degli imputati, e dice che i margini di guadagno nel settore erano già bassi e si stanno assottigliando. Il presidente Pasquale De Vita lamenta che «i consumi stanno andando male e così l’ export, nonostante una recente lieve ripresa. Di conseguenza, sui 90 o 100 milioni di tonnellate di capacità di raffinazione in Italia, circa 20 milioni sono inutilizzati». Anche l’ Assopetroli-Assoenergia, che nell’ ambito di Confcommercio federa i commercianti di prodotti petroliferi e dell’ energia, benzinai inclusi, si preoccupa del rincaro dei carburanti e della stagnazione dei consumi che ne consegue, e per questo «si associa alle vibrate proteste contro il nuovo e inaspettato aumento delle accise». Ma l’ eventualità di una marcia indietro del governo sembra remota. 1,613 euro al litro il prezzo top.
 

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