22 Gennaio 2009

Le 50 strade a rischio Pontina e Gra nella lista nera di Matteoli

 Tre strade del Lazio sarebbero dunque al «top» della pericolosità, secondo la classifica riportata dal ministero dei Trasporti. «Si tratta di tratte ad altissimo rischio – ha spiegato il ministro Altero Matteoli – ben note alla cronaca dei giornali, rimaste tali negli ultimi 20 anni. Fatto che indica chiaramente – ha aggiunto il ministro parlando in audizione davanti alla Commissione trasporti della Camera – come su di esse fino ad oggi non sia stata svolta un’azione specifica». E ha riportato anche dei numeri: sulle 50 tratte, per complessivi 2.900 chilometri si concentra il 20 per cento dei morti e il 25 per cento dei feriti. In realtà il raccordo anulare di Roma è stato negli ultimi anni oggetto di lunghi lavori per renderlo totalmente a tre corsie. Questo, però, non ha evitato ingorghi quotidiani, al punto che si parla di un anello «bis» del raccordo. E secondo l’ultimo rapporto della Polstrada sono stati 1.294 nei primi nove mesi del 2008 gli incidenti stradali sul raccordo anulare con 11 morti e 621 feriti. Per la Pontina, invece, finora sono state spese molte parole. Deve essere trasformata in un corridoio autostradale tra le proteste delle associazioni ambientaliste, far parte del «Gral», il grande raccordo anulare del Lazio, ma finora nulla è stato fatto. La sua pericolosità è stata, però, più volte segnalata. Secondo un’indagine Aci e Istat, che indicava la Romea come strada più pericolosa d’Italia, la Pontina era al secondo posto, con il triste primato di ben 3,09 incidenti per ogni chilometro.  Di fronte ai dati resi noti ieri dal ministro è intervenuto polemicamente il Codacons con una provocazione: «Eliminare ogni segnaletica dalle strade urbane». Via i semafori e le strisce pedonali, resta il limite di velocità.  «Così si responsabilizzano gli automobilisti », secondo il Codacons.

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