5 Gennaio 2022

Le 10 regole d’oro per sfruttare i saldi

Oggi  si  alza  il  sipario  sui  saldi  invernali  le  associazioni  dei  consumatori,  tra  cui  il  Codacons  di  Fabio  Galli  Federconsumatori  Emilia  Romagna,  propongono  alcune  semplici  regole  per  sfruttare  le  occasioni  senza  incappare  in  problemi  fregature.  La  prima  regola  impone  di  conservare  sempre  lo  scontrino  (ogni  diritto  rivendicato  è  subordinato  alla  presentazione  dello  scontrino):i  capi  in  svendita  si  possono  cambiare  il  negoziante  è  obbligato  sostituire  l’articolo  difettoso.  Nel  caso  in  cui  il  prodotto  difettoso  non  possa  essere  sostituito  perché  terminato,  si  ha  diritto  alla  restituzione  del  denaro.  Il  negoziante  può  proporre  un  buono  ma  il  consumatore,  se  non  lo  vuole,  ha  diritto  ad  avere  indietro  soldi.  Per  contestare  un  difetto  non  evidentemente  visibile  al  momento  dell’acquisto  del  bene,  si  hanno  due  mesi  di  tempo.  «Le  vendite  devono  essere  realmente  di  fine  stagione  – puntualizza  il  Codacons  – la  merce  posta  in  vendita  sotto  la  voce  “saldo”  deve  essere  la  rimanenza  di  quella  della  stagione  che  sta  finendo  non  fondi  di  magazzino».  Perciò  è  meglio  diffidare  di  quei  negozi  che  poco  prima  dei  saldi  avevano  gli  scaffali  semivuoti  ora  appaiono  riforniti  di  tutto.  Un  buon  vantaggio  lo  avrà  chi  negli  ultimi  giorni  ha  notato  qualcosa  di  interessante  si  è  annotato  il  prezzo:  così  facendo  riuscirà  fare  un  paragone  oggettivo  sul  valore  esposto  ridotto  con  saldi.  «Si  può  così  verificare  l’effettività  dello  sconto  praticato  ed  andare  colpo  sicuro,  evitando  inutili  code.  Mai  fermarsi  al  primo  negozio  che  propone  sconti  ma  confrontare  prezzi  con  quelli  esposti  in  altri  esercizi»,  consiglia  Galli.  È  importante  anche  cercare  di  avere  le  idee  chiare  sulle  spese  da  fare  prima  di  entrare,  avendo  in  tale  modo  il  vantaggio  di  essere  meno  influenzabili  dal  negoziante.  Controllare  sempre  la  bontà  dell’articolo  guardando  anche  l’etichetta  che  descrive  la  composizione  del  capo  d’abbigliamento  (le  fibre  naturali  ad  esempio  costano  di  più  delle  sintetiche).  Non  sempre  pagare  molto  significa  acquistare  bene.  Diffidare  poi  degli  sconti  superiori  al  50%,  che  possono  nascondere  merce  non  proprio  nuova,o  prezzi  vecchi  “ritoccati  in  alto”.  Un  commerciante,  salvo  nell’alta  moda,  non  può  avere,  infatti,  ricarichi  così  alti  dovrebbe  vendere  sottocosto.  Un’altra  buona  pratica  è  quello  che  porta  ad  acquistare  nei  negozi  di  fiducia  comunque  merce  della  quale  si  conosce  già  il  prezzo  la  qualità.  proposito  di  negozi:  non  fare  shopping  dove  non  viene  esposto  il  cartellino  che  indica  il  vecchio  prezzo,  quello  nuovo  ed  il  valore  percentuale  dello  sconto.  Il  prezzo  deve  essere  esposto  in  modo  chiaro  ben  leggibile  la  merce  in  saldo  deve  essere  venduta  in  maniera  chiaramente  separata  dalla  “nuova.  Chiedere  di  provare  capi  è  lecito  ma  il  negoziante  altrettanto  legittimamente  potrebbe  rifiutarsi.A  quel  punto  è  meglio  evitare  un  acquisto  incauto  mentre  non  è  obbligatorio  ma  è  consigliato  pagare  con  carta:  il  commerciante  è  obbligato  ad  accettare  queste  forme  di  pagamento  anche  per  saldi,  senza  oneri  aggiuntivi.  chi  si  vuole  cimentare  con  la  tecnologia?  Da  tempo  alcuni  negozianti  propongono  al  momento  dell’acquisto  una  garanzia  aggiuntiva  (a  pagamento).  Nel  caso  è  sempre  bene  farsi  spiegare,  facendosi  mostrare  le  condizioni  scritte,  quali  sono  le  “regole”  che  opereranno  alla  scadenza  della  garanzia  di  legge.

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