Lazio scaramantica, Roma senza freni
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fonte:
- L`Unione Sarda
ROMA Il Tar del Lazio in composizione collegiale conferma: la finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio si giocherà come previsto domenica 26 maggio con inizio alle 18. Lo ha deciso la III sezione quater, presieduta da Italo Riggio, che ha respinto le richieste del Codacons che sollecitava lo spostamento dell’ orario della partita dell’ Olimpico di Roma per la concomitanza con le elezioni comunali.In casa Lazio è partita l’ operazione derby. E lontano da occhi indiscreti e dalla pressione e dall’ attesa che sale nella Capitale, la squadra biancoceleste si è rifugiata a Norcia. «Vogliamo preparare la gara con serenità e tranquillità, lontano da tutto ciò che circonda questo evento», il ds Igli Tare. «Siamo, questo va detto, la squadra che ha giocato di più in tutta la stagione».Una decisione presa subito dopo la sconfitta di Trieste con il Cagliari. E, sembrerebbe, non particolarmente gradita al tecnico bosniaco e ai giocatori che, ieri a pranzo, hanno avuto modo di incontrare il presidente Claudio Lotito e Tare, prima di lasciare il centro sportivo di Formello. Ma non si tratterebbe di una punizione, semmai di un pizzico di scaramanzia. In passato, infatti, la città di San Benedetto ha già portato fortuna al club capitolino: nel 2009, quando al ritorno dal soggiorno umbro la Lazio di Delio Rossi vinse il derby proprio contro la Roma e poi andò alla conquista della Coppa Italia e nel 2010, quando con Edy Reja si risollevò dal baratro della retrocessione. Cresce l’ attesa anche nella Roma. «Abbiamo avuto momenti non felici, ma sappiamo quello che stiamo facendo, è un processo di crescita.Faremo meglio in futuro», ha riconosciuto il ds giallorosso Sabatini. «Il derby? Vince la Roma, dobbiamo vincere. Ma non vogliamo vivere la finale come la partita dell’ ultima spiaggia». Di certo però un ko nella stracittadina sarebbe pesantissimo da digerire e potrebbe portare all’ ennesima rivoluzione nonostante le smentite di Sabatini, che anzi ha confermato in blocco i pezzi pregiati della rosa («rimangono tutti, non accetteremo offerte, sarebbe una controindicazione clamorosa visto che vogliamo costruire una grande squadra, ci sarà qualche innesto ma nessuno andrà via») e anche il dg Baldini. «Certo che rimane, Franco è il perno e l’ architrave di questa società. Non vedo qual è il problema. Non perderemo pezzi, cercheremo di mettere tasselli per essere all’ altezza della nostra tifoseria». Tifoseria che però, con i cori razzisti a Balotelli, ha provocato sia la chiusura per un turno della Curva Sud sia un danno d’ immagine al club non tollerato da James Pallotta.
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