Lazio e il digitale terrestre Partenza con qualche difficoltà
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fonte:
- TG COM
Era atteso come la prova del fuoco per il passaggio al digitale terrestre. E lo switch off di Roma – prima grande capitale europea a mandare in pensione, tra domenica notte e le 10 di lunedì mattina, il segnale analogico – si sta confermando, nel bene e nel male, come un momento decisivo nel cammino verso la tv del futuro. Se il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni vede con soddisfazione ”l’Italia all’avanguardia in Europa”, le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra e il Codacons annuncia un ricorso d’urgenza al tribunale per bloccare lo switch off. Al ministero si festeggia il record di impianti convertiti (495) e di popolazione coinvolta (circa 4 milioni, di cui 2,7 milioni nella capitale, il resto nelle province di Roma e Latina) in 24 ore. Al call center (numero verde 800 022 000) sono arrivate nel primo pomeriggio di lunedì 46 mila chiamate, quasi tutte legate a problemi di risintonizzazione dei canali e ”andate a buon fine grazie all’aiuto in linea. Nessuna segnalazione, invece, di problematiche tecniche”. Anche a DGTVi, il consorzio di broadcaster coinvolti nel passaggio alla nuova tecnologia, sono sufficientemente sereni: ”La parte tecnica – sottolinea il presidente, Andrea Ambrogetti, e’ andata esattamente come ci aspettavamo: tutte le emittenti hanno spento il segnale analogico e l’hanno riacceso in digitale. Gia’ a fine mattinata tutti i segnali erano in onda: sono oltre 200, tra nazionali e locali, i programmi che e’ possibile vedere”. E la Rai fa sapere che la conversione degli impianti, in particolare quelli di Monte Mario e Monte Cavo, e’ stata realizzata ”entro i tempi previsti e con successo”. Numerose, pero’, sono le segnalazioni ricevute in queste ore dalle associazioni dei consumatori, da parte di cittadini, soprattutto anziani, che non riescono a vedere la tv anche dopo aver risintonizzato i decoder: operazione che andra’ con ogni probabilita’ ripetuta piu’ volte nei prossimi giorni. Protestano, tra le altre, l’Adoc e l’Aiart, mentre il Codacons ricorre alle vie legali e annuncia ”la presentazione di un ricorso d’urgenza in tribunale, finalizzato a posticipare la data dello switch-off”. Critiche anche dal Pd con Giorgio Merlo, che parla di ”incubo”, e dall’Udc con Roberto Rao, che denuncia l””odissea” per i cittadini del Lazio e accusa: ”Come nei cinque precedenti passaggi definitivi al digitale, ha prevalso l’approssimazione tecnica e la mancanza di informazione”. Per ovviare ai disagi, la Regione sta distribuendo 1,3 milioni di copie gratuite della Guida pratica al digitale terrestre. Ma a far discutere e’ anche la posizione dei canali nel telecomando in base al sistema Lcn (logical channel numbering), cioe’ all’ordinamento automatico. Il comitato di redazione di Rainews 24 protesta per la ”retrocessione dal numero 16 al numero 42” e l’Usigrai parla di ”penalizzazione” del canale all news. In base all’intesa tra i soci di DGTVi, ora al vaglio dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, i canali dall’1 al 9 sono infatti riservati alle ex tv analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e Rete A-All Music); dal 10 al 19 spazio alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari Corecom; dal 20 in poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c’e’ Tv 2000, al 21 Retecapri (che pero’ non ha ancora aderito all’accordo), poi i canali per bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), lo sport e le news.
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