LAVORO: ISTAT; RETRIBUZIONI MAGGIO FERME, +1,8% SU ANNO
Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, le retribuzioni contrattuali orarie a maggio sono rimaste ferme rispetto ad aprile, segnando una variazione nulla, mentre hanno registrato un aumento dell’1,8% su base annua, a fronte di una inflazione, nello stesso periodo di riferimento, del 2,6%.
Per il Codacons è ormai dal 2002 che gli stipendi e le pensioni restano al palo mentre i prezzi, le tariffe e le imposte continuano ad aumentare. Fino a che le retribuzioni continueranno a perdere potere d’acquisto è di tutta evidenza che i consumi continueranno a crollare, aggravando la crisi in atto.
Ecco perché sarebbe una scelta sciagurata quella che il Governo si appresterebbe a fare giovedì, ossia congelare ancora per un anno il contratto dei pubblici dipendenti. Non solo lo Stato dovrebbe, infatti, dare il buon esempio, ma sarebbe suo dovere convocare le parti sociali per promuovere intese sui rinnovi contrattuali nel settore privato, magari in contropartita di un primo alleggerimento sul piano fiscale. E’, infatti, intollerabile che il 34,7% dei dipendenti sia ancora in attesa di rinnovo contrattuale.
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